Si preannuncia un Consiglio comunale particolarmente teso quello in programma lunedì sera a Schio, dopo la seduta di fine anno dedicata al recesso da AVA. All’ordine del giorno ci sarà l’elezione del nuovo presidente e del vicepresidente del Consiglio comunale, a seguito delle dimissioni di Valter Orsi e Anna Nardi.
Se Orsi non ha ancora chiarito pubblicamente le ragioni della propria scelta, la consigliera Nardi ha invece spiegato che l’uscita dalla maggioranza “non rappresenta un atto ostile nei confronti del sindaco o della maggioranza”, ma sarebbe legata “esclusivamente al metodo di lavoro del gruppo e, in particolare, alle modalità di confronto interno”.
Nel frattempo, secondo quanto riferisce Fratelli d’Italia di Schio in una nota, “continuano a rincorrersi voci insistenti di malumori interni al gruppo di Noi Cittadini nei rapporti con il sindaco Cristina Marigo e con il ristretto cerchio che le sta attorno”, con particolare riferimento “al ruolo preponderante di Civitas, espressione dell’anima Cinque Stelle della coalizione civica”. Per il direttivo cittadino di Fratelli d’Italia, “le dimissioni del presidente e della vicepresidente del Consiglio comunale, sommate alle tensioni interne alla maggioranza, restituiscono l’immagine di una difficoltà politica che difficilmente può essere nascosta alla città”.
Nel mirino del partito di opposizione finiscono anche le indiscrezioni sulla possibile elezione di Sergio Secondin a presidente del Consiglio comunale per un terzo mandato. “Se confermate – si legge nel comunicato – rappresenterebbero l’incapacità della maggioranza di esprimere una figura nuova e autorevole”. Secondo Fratelli d’Italia, “riproporre oggi chi ha già ricoperto lo stesso ruolo per dieci anni significa ammettere l’assenza di una visione e di una classe dirigente in grado di affrontare una fase così delicata”, con il rischio di “indebolire ulteriormente l’istituzione consiliare”.
I dirigenti del partito richiamano inoltre quanto accaduto nel precedente mandato amministrativo: “Proprio sotto la presidenza Secondin non si è mai voluto mettere mano al regolamento del Consiglio comunale per garantire la rappresentanza di tutti i gruppi politici nelle commissioni, nonostante un orientamento giuridico chiaro indicato dal Prefetto”. Da qui l’affondo: “Un garante che ignora le regole non ha la credibilità necessaria per rivestire un ruolo così fondamentale”.
La conclusione del direttivo è netta: “La città non ha bisogno di rattoppi o di soluzioni di comodo, ma di chiarezza politica e rispetto delle istituzioni”. In un contesto segnato da dimissioni e da una maggioranza che, secondo Fratelli d’Italia, “fatica a ritrovare coesione”, la presidenza del Consiglio comunale “non può essere trattata come una semplice partita interna alla coalizione di governo”.
“Serve una figura davvero super partes – conclude la nota – capace di esercitare un ruolo di garanzia e di tutelare il corretto funzionamento dell’istituzione e i diritti di tutti i consiglieri. La scelta che verrà compiuta dirà molto sullo stato di salute della maggioranza e sulla sua reale volontà di restituire autorevolezza al Consiglio comunale e stabilità alla città”.
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