Dopo le critiche emerse in Commissione e rilanciate dalla nostra testata giornalistica, la presidenza dell’Ipab La Casa. interviene con una dura presa di posizione: nessuna sottovalutazione delle tensioni interne, nessuna visione esclusivamente “edilizia” per il progetto Alzheimer. Il Consiglio di amministrazione rivendica dieci anni di gestione improntata al dialogo, alla programmazione e al potenziamento dei servizi, respingendo quella che definisce una lettura parziale e strumentale dei fatti.
Il presidente dell’ente Giuseppe Sola ricorda di aver guidato per dieci anni consecutivi due Cda, svolgendo l’incarico a titolo gratuito in quanto pensionato, come previsto dalla normativa vigente e respinge le accuse di scarsa attenzione alle tensioni interne e alla gestione del personale. L’I.P.A.B. La C.A.S.A., primo ente pubblico non economico del territorio per dimensioni occupazionali, sottolinea come il confronto con i dipendenti e con le rappresentanze sindacali sia costante e improntato all’ascolto, nel rispetto dei ruoli tra Consiglio di amministrazione e Direzione.
“Le dichiarazioni dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Alex Cioni e Gianmario Munari, rilasciate a margine della IV Commissione consiliare “Servizi Sociali e Sanitari” del Comune di Schio del 2 febbraio scorso, vengono definite “sorprendenti” dall’ente. In quella sede – dichiara Sola – l’interpellanza presentata da Munari sulle presunte tensioni interne sarebbe stata oggetto di un’ampia e dettagliata relazione tecnica, con dati e numeri illustrati dal Direttore nella sua qualità di datore di lavoro. Un confronto descritto come approfondito e non conflittuale, al termine del quale sarebbe stato suggerito ai consiglieri di audire anche le altre rappresentanze dei lavoratori, ritenendo le segnalazioni ricevute “parziali e minoritarie”.
Particolarmente critica la replica sulle osservazioni relative al progetto della nuova struttura Alzheimer, prevista sull’area dell’ex scuola “Bambi” e destinata ad accogliere 40 posti letto. Secondo Cioni, la risposta al crescente bisogno assistenziale non potrebbe essere solo edilizia, ma dovrebbe affiancarsi a servizi alternativi come centri diurni, appartamenti protetti e potenziamento dell’assistenza domiciliare. Una posizione che l’ente giudica incompleta, ricordando come già dal 2023 sia inserita nella programmazione territoriale socio-sanitaria dell’Ulss 7 Pedemontana la realizzazione di un nuovo Centro Diurno da 15 posti per anziani non autosufficienti affetti da patologie dementigene, la cui attivazione è prevista prima dell’apertura della nuova struttura residenziale.
Sola sottolinea inoltre l’esistenza, da oltre trent’anni, di 64 appartamenti protetti presso le Case Albergo “La Filanda” di Magré e “San Francesco” al Baratto, oltre ai servizi domiciliari erogati in collaborazione con il Comune di Schio. Elementi che, secondo il Cda, dimostrerebbero come l’offerta territoriale non sia limitata alla sola dimensione residenziale.
Infine, sul tema della governance, l’I.P.A.B. respinge l’accusa di un ruolo meramente notarile del Consiglio di amministrazione rispetto alle decisioni dirigenziali. L’approvazione degli atti di programmazione, la supervisione degli investimenti e dei lavori, i momenti di confronto periodici con i familiari degli ospiti e la partecipazione alla vita comunitaria vengono indicati come prove di un esercizio pieno e responsabile delle funzioni istituzionali.
La nota si chiude con un richiamo al “senso di servizio” che, secondo il presidente, ha contraddistinto l’operato dell’organo di amministrazione nell’ultimo decennio, auspicando un confronto politico fondato su dati e fatti e non su, viene sottolineato, “strumentalizzazioni”.
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