La gestione dell’Ipab “La Casa” finisce sotto la lente della seconda commissione consiliare di Schio. A sollecitare il confronto è stato il consigliere comunale Gianmario Munari (Fratelli d’Italia), dopo alcune segnalazioni pervenute dal personale interno. Al tavolo il presidente Giuseppe Sola, il direttore Marco Peruffo e il sindaco Cristina Marigo, presente in qualità di assessore ai Servizi Sociali.

Al centro del dibattito, le condizioni organizzative della struttura, i carichi di lavoro e la sostenibilità del modello gestionale, con un focus sul progetto della nuova Casa Alzheimer, investimento da circa 6 milioni di euro per la riconversione dell’ex asilo Bambi.

Il nodo del personale e la “trappola” del minutaggio

Munari ha chiarito che l’obiettivo non era “mettere sotto accusa la dirigenza”, ma verificare l’esistenza di eventuali criticità strutturali che potrebbero riflettersi sia sulla qualità dell’assistenza agli ospiti sia sul benessere dei lavoratori.

Dalla dirigenza è arrivata una rassicurazione: la situazione, pur complessa, sarebbe sotto controllo. Le tensioni segnalate vengono ricondotte alla cronica carenza di personale che interessa l’intero settore socio-sanitario, con difficoltà diffuse nel reperimento di figure professionali qualificate. L’ente, è stato ribadito, è impegnato a garantire continuità e qualità dei servizi nonostante il contesto.

Diversa la percezione raccolta dai consiglieri di Fratelli d’Italia tra i lavoratori. Secondo Munari, la costante attivazione dei piani di emergenza sarebbe ormai diventata prassi. “La rincorsa continua all’emergenza – afferma – si scontra con la rigidità della politica del minutaggio che calcola l’assistenza in minuti contati e trasforma il lavoro di cura in una corsa contro il tempo. Quando il personale è costretto a correre tra un ospite e l’altro, ne risente la dignità stessa della relazione di cura”.

Il progetto della Casa Alzheimer

Il confronto si è poi spostato sulla nuova Casa Alzheimer. Per il capogruppo di FdI Alex Cioni, presente in commissione, l’incontro ha messo in evidenza “il divario tra la visione gestionale e il vissuto quotidiano di chi opera nei reparti”.

“Nessuno mette in discussione l’impegno dell’ente – sottolinea Cioni – ma quando si parla di Alzheimer e di assistenza agli anziani fragili non basta garantire la sopravvivenza del servizio: servono qualità, stabilità e valorizzazione del personale”.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, alla luce della carenza strutturale di operatori – criticità riconosciuta anche a livello regionale – è necessario interrogarsi sull’efficacia di una risposta fondata prevalentemente sull’aumento dei posti letto. “La soluzione non può essere solo edilizia. Ai nuovi spazi devono affiancarsi modelli alternativi come centri diurni per non autosufficienti, appartamenti protetti e un potenziamento dell’assistenza domiciliare, per sostenere le famiglie che si trovano in quella ‘terra di mezzo’ oggi spesso invisibile al sistema”.

Cioni richiama anche l’esperienza di servizi attivati in passato, come l’ambulatorio infermieristico e il servizio riabilitativo aperti alla cittadinanza, oggi non più operativi nonostante la segnaletica sia ancora presente all’ingresso della struttura.

Il tema della governance

Con la scadenza del Consiglio di amministrazione prevista per maggio, il tema della governance diventa centrale.

“Il futuro de La Casa richiede una programmazione lungimirante che superi i vecchi modelli residenziali – concludono Cioni e Munari –. La sfida della fragilità si vince mettendo al centro le persone e il valore del loro tempo, non solo i metri quadri delle strutture. Chi sarà nominato nel nuovo CdA dovrà esercitare una reale funzione di indirizzo e controllo, senza limitarsi a ratificare le scelte della dirigenza”.

Fratelli d’Italia annuncia dunque vigilanza sul percorso di rinnovo e sulla gestione dell’ente, affinché – sostengono – le segnalazioni dei lavoratori trovino ascolto e la prossima amministrazione sappia avviare una fase di innovazione concreta nei servizi dedicati agli anziani fragili.

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