Un consiglio comunale movimentato e intenso, quello che si è svolto ieri sera a Schio. A Palazzo Garbin le luci sono rimaste accese fino a tarda serata e la sala consiliare è stata teatro di un ricco dibattito, che è culminato con la bocciatura dell’emendamento sulle aliquote IMU proposto dal PDL del coordinamento di Marco Tolettini.

 

 

L’incontro si apre subito con una domanda di attualità “scottante”, in cui il consigliere comunale PDL Ceola chiede chiarimenti riguardo la vicenda che ha coinvolto il comandante Andrea Camata, capo del Consorzio di polizia locale Altovicentino dal marzo 2011, verso il quale è stato aperto un procedimento disciplinare per presunte irregolarità nella documentazione per il concorso. “Chiediamo quali misure il comune di Schio intenda mettere in atto per tutelare i propri interessi legittimi e la credibilità del consorzio. Se il comune di Schio intenda promuovere approfondimenti per accertare eventuali responsabilità all’interno del consiglio di amministrazione, e quale sia la possibilità del comune di Schio in merito a una rapida rimozione del comandante del Consorzio e dei soggetti responsabili di tale deplorevole vicenda”. L’assessore Dall’Aglio, in risposta, dichiara che “risulta che il procedimento disciplinare è stato correttamente instaurato, nel rispetto dei termini previsti dal decreto legislativo 165 del 2001, ed è attualmente in corso. Il comune di Schio sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione, e da molto vicino, considerando che il procedimento disciplinare è curato dal proprio ufficio competente per i procedimenti disciplinari. Le eventuali responsabilità saranno messe in evidenza dal procedimento disciplinare in corso, non solo nei confronti del diretto interessato Camata, ma anche di eventuali parti terze”.

 

Chiarita la vicenda Camata, l’ordine del giorno prosegue filato, fino alla questione cruciale: l’emendamento presentato dai consiglieri del PDL, guidati da Marco Tolettini, che chiedevano all’amministrazione di fare un gesto di solidarietà nei confronti del mondo del lavoro, abbassando l’aliquota sugli immobili di fascia D dallo 0,93% previsto da bilancio, allo 0,76%. “Leggendo un qualsiasi quotidiano locale o nazionale, è chiaro che siamo ormai in guerra. Ognuno deve fare la propria parte per risollevare le sorti del Paese, perché prima ripartono le attività produttive, prima riparte l’economia. Il messaggio che verrebbe dato alle imprese e alla cittadinanza sarebbe importante, ecco il significato della nostra proposta”. 

 

Le parole di Tolettini trovano appoggio anche da parte dei consiglieri della Lega Nord, che tramite il capogruppo Dalla Vecchia esprimono l’esigenza di dare un segnale concreto alle imprese locali, anche alla luce dei dati riportati dal gruppo, in cui si attesta che “solo il 28,6 % degli scledensi pensa che nei prossimi anni la situazione migliorerà. Serve un’iniezione di fiducia, per questo noi voteremo a favore dell’emendamento”.

 

Le repliche del capogruppo alla maggioranza Gasparini, del sindaco Dalla Via e dell’assessore Benvenuti concordano sul fatto che “l’extra-gettito di 850 mila euro individuato dal Pdl al momento è puramente teorico e incalcolabile. Per l’IMU ci sono margini di incertezza notevolissimi. Bisognerà valutare l’impatto della gestione del Fondo di Solidarietà per i comuni, poi sui conti del comune per il 2013 ci sarà l’impatto della Spending Review. Non sappiamo ancora che criteri verranno utilizzati. In caso di tagli lineari il bilancio potrebbe trovarsi in negativo. Non ce la sentiamo di promuovere l’emendamento, ma questo non significa che non potremmo riparlarne in futuro, a voci ferme, sperando che anche a livello nazionale ci sia più certezza”.

 

Dopo quasi tre ore di dibattito, senza esclusione di colpi, le votazioni respingono l’emendamento, votato favorevolmente da PDL e Lega, riconfermando le aliquote IMU per il 2013 stabili allo 0,93% sulla base dei bilanci del 2012. “È stata una votazione politica, tutto era già stato deciso in precedenza, abbiamo discusso tre ore per niente”, ribatte stizzito Dalla Vecchia.

Un esito prevedibile, e da un certo punto di vista anche comprensibile per un’amministrazione che ha deciso di non rischiare, perdendo poi eventualmente la sicurezza di far quadrare i conti. Di sicuro una situazione nazionale totalmente incerta e caotica, dove le prospettive di un governo solido e capace di trascinare il Paese fuori dalla crisi sembrano una miraggio, non aiuta.

 

Alessandro Mafrica

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia