La Valdastico Nord irrompe in consiglio comunale a Thiene. Più che il dibatto solito, sono la politica e le sue contraddizioni a tenere banco. Un progetto che arriva da lontano. Da anni di discussioni e rinvii e che arriva sul tavolo del parlamentino thienese per iniziativa dei consiglieri di Fratelli d’Italia. Il documento è chiaro: chiede all’amministrazione comunale l’impegno a sostenere il completamento dell’A31 Nord. Una linea che raccoglie consensi. Ma tra quei sì ce n’è uno che pesa più degli altri. Ed è quello di Andrea Zorzan, alla guida del consesso civico, esponente del Partito Democratico. Un voto che non passa inosservato. Perché arriva da un partito che, su questo tema, non ha mai lasciato spazio a dubbi sulla Valdastico . “Più ferro e meno cemento”, dicevano nella corsa alle regionali.

Le critiche di Kaabouri
“Quasi sembra un pesce d’aprile ma non lo è. Fino a pochi mesi fa, il PD di Thiene alle regionali rivendicava con forza lo slogan ‘Con Manildo più ferro e meno cemento, no Valdastico Nord’. Parole chiare, una posizione netta. E oggi? Nel consiglio comunale del 30 marzo scorso hanno votato a favore” commenta il consigliere comunale di maggioranza, Aleaddine Kaabouri (AVS), che sui propri social ha pubblicato in video che riprende il voto favorevole di Zorzan.

Le posizioni interne al Partito Democratico
Una posizione contraria al prolungamento dell’autostrada condivisa anche da un altro esponente dem, Luca Cislaghi, che nella sua corsa alle regionali, sul tema del prolungamento della Valdastico Nord, non trovava alcuna giustificazione economica o ambientale e, secondo quanto dichiarato all’epoca, non rappresenta la risposta alle reali esigenze del territorio dell’Alto Vicentino. La priorità, sottolineava ancora Cislaghi, sono gli investimenti in collegamenti locali funzionali, come una bretella per le zone industriali di Velo d’Astico, Arsiero e Cogollo, e migliorare il traffico nei centri abitati, puntando sul trasporto pubblico, sul ferro e sulla logistica intelligente. Perfino Giovanni Manildo, pur riconoscendo la validità dell’infrastruttura, aveva ribadito la necessità di trasparenza e sostenibilità economica, evitando gli errori della Pedemontana Veneta.

Unico consigliere a votare contro la mozione di Scanavin e Mojentale, Kaabouri torna sul ‘sii espresso da Zorzan. “Questo non è solo un cambio di idea. È una frattura con chi aveva creduto in quelle parole. È il segno di una politica che dice una cosa e ne fa un’altra, lasciando ai cittadini il compito di raccogliere le conseguenze.Per questo io dico no. Non per ideologia, ma per responsabilità-continua- Perché il futuro non si costruisce con più cemento, ma con più coerenza, più coraggio e più rispetto per chi verrà dopo di noi”.

Abbiamo provato a contattare il presidente del consiglio comunale Andrea Zorzan per una replica, ma al momento della pubblicazione non è pervenuta alcuna risposta.

P.V.
Il video pubblicato sui social dal consigliere Aleaddine Kaabouri

 

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