Passaggi a livello da risolvere, 90 milioni da trovare e una domanda su tutte: cosa fare nel frattempo? È il nodo emerso a Schio nell’ultimo consiglio comunale sulla ‘Vicenza–Schio’. Il sindaco Cristina Marigo parla di “un cambio di passo”, mentre Alex Cioni, capogruppo di FdI, chiede di non aspettare l’elettrificazione per intervenire subito, valutando anche treni ibridi o a batteria. Il progetto c’è, i soldi ancora no. E anche Cunegato, ex consigliere di Schio e oggi consigliere regionale di AVS, chiede alla Regione di trovare le risorse.
Marigo: “Elettrificazione e passaggi a livello possono procedere separatamente”
In aula Marigo ha difeso il percorso avviato con l’assessore regionale Zecchinato, RFI e Italferr, spiegando che il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’elettrificazione è stato completato e che l’opera avrebbe un costo di circa 90milioni di euro, mentre per la progettazione sono già stati investiti circa 3,5 milioni. Ma uno dei passaggi più interessanti della risposta del sindaco riguarda proprio i passaggi a livello, per anni considerati uno dei nodi più delicati della Vicenza–Schio. Secondo Marigo, nell’incontro RFI ha chiarito che “sono due fasi distinte che non sono necessariamente condizionate una con l’altra”. Il sindaco ha spiegato che elettrificazione e soppressione dei passaggi a livello restano comunque collegate, perché la progettazione deve necessariamente tener conto degli attraversamenti ferroviari. Ma, ha sottolineato, “è tecnicamente possibile realizzarlo”, riferendosi all’intervento di elettrificazione, anche senza attendere la completa eliminazione dei passaggi a livello. Una distinzione che, nella ricostruzione di Marigo, rappresenta proprio quel “cambio di passo” emerso nell’incontro con RFI e Italferr. E non solo: secondo il sindaco, alcuni passaggi a livello potrebbero essere eliminati più facilmente di altri, grazie a soluzioni viabilistiche già individuate. “Ci sono delle questioni comunque da affrontare”, ha spiegato in aula, citando tra gli altri i casi di Anconetta, Dueville, Cavazzale e Marano.

Passaggi a livello, “via dell’Industria” resta il nodo più complicato
Per il passaggio a livello di via dell’Industria, invece, la situazione appare decisamente più complessa. Marigo ha ricordato che, nelle precedenti interlocuzioni con RFI, “l’unica possibilità che era rimasta aperta” sembrava essere quella di chiudere via dell’Industria: una soluzione che il sindaco ha definito senza mezzi termini problematica per Schio: “per noi diventa veramente complessa come soluzione”. Proprio per questo, secondo quanto riferito da Marigo, RFI ha previsto un’interlocuzione diretta con i singoli Comuni per affrontare le situazioni specifiche dei diversi passaggi a livello. Il punto, dunque, non è ancora risolto. Alcuni attraversamenti possono essere affrontati separatamente rispetto all’elettrificazione; via dell’Industria rimane invece uno dei nodi più delicati della tratta nel territorio scledense. E mentre il sindaco rivendica il fatto che “si è fatto sicuramente un passo avanti”, resta da capire quale sarà la soluzione concreta per Schio e, soprattutto, con quali tempi e risorse verrà realizzata.

Mentre si guarda a Roma, Cioni chiede interventi subito
Ed è anche per questo che Cioni chiede di non legare ogni intervento sulla linea all’attesa dell’elettrificazione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia non contesta l’elettrificazione in sé, ma contesta il rischio che diventi la scusa per rimandare gli interventi che potrebbero essere fatti subito. “L’elettrificazione non deve diventare un dogma. Prima di considerarla necessariamente l’unica soluzione, occorre chiarire dal punto di vista tecnico se esistano alternative altrettanto performanti, come sembrano poter essere i treni ibridi o a batteria. Sono tecnologie che potrebbero consentire di migliorare il servizio senza dover necessariamente attendere la conclusione di un’opera da 90 milioni di euro”. La stazione, secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, non può essere lasciata in attesa dell’ennesima grande opera. E il confronto con Thiene è inevitabile: lì la stazione è stata riqualificata senza aspettare l’elettrificazione: “non si capisce per quale ragione a Schio dobbiamo tenerci un edificio fatiscente e un’area prospiciente che presenta spazi che potrebbero essere riutilizzati a beneficio della stazione e della città” sottolinea Cioni.
Nel frattempo, però, resta il dato più concreto: il progetto da 90 milioni c’è, i finanziamenti ancora no. Ed è qui che le posizioni di Marigo e Cioni finiscono per incrociare, almeno sul piano della domanda, quella sollevata in Regione da Cunegato. Il sindaco guarda alla partita dei finanziamenti e punta a portare a Roma una richiesta condivisa da Comuni, categorie e territorio. Cioni, invece, chiede di non fermarsi all’orizzonte dell’elettrificazione e di intervenire subito su ciò che è possibile migliorare. “La Vicenza–Schio ha bisogno di un progetto complessivo-conclude Cioni-che non insegua le ideologie di Cunegato e delle sinistre, ma che dia soluzioni concrete già oggi, tenendo in considerazione il rapporto tra costi, tempi e risultati”. Dopo trent’anni di discussioni, la domanda resta quindi molto concreta: non soltanto cosa fare della Vicenza–Schio, ma cosa si può fare subito, senza aspettare altri anni e senza aggiungere nuovi annunci a quelli che non hanno ancora prodotto fatti.
di Redazione AltovicentinOnline
“Treni soppressi e ritardi, l’Alto Vicentino resta a piedi. Ora basta”
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