“In alcuni tratti dove un tempo trovavo decine di segni di presenza, oggi ne osservo molti meno”, spiega. Una differenza che, secondo il ricercatore, può avere più cause: la riduzione del cinghiale legata alla peste suina africana, i cambiamenti nella disponibilità di prede e soprattutto lo spostamento dei branchi verso aree più basse. Non tanto una scomparsa, quindi, quanto una redistribuzione in territori ormai saturi nelle zone storiche di montagna e collina.
Espansione e adattamento del lupo

Interazione con l’uomo e prevenzione

Percezione pubblica e futuro del lupo

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