Decoro urbano e tutela degli animali, due esigenze che si confrontano e che, questa volta, hanno acceso il dibattito sull’obbligo per i proprietari dei cani di portare con sé una bottiglietta d’acqua durante le passeggiate. La vicenda arriva da Pratola Peligna, piccolo Comune dell’Aquilano, dove la sindaca Antonina Di Nino ha firmato un’ordinanza per contrastare il problema dell’urina degli animali sulle strade e sulle superfici pubbliche.

Il provvedimento, identificato con il numero 28 e firmato il 5 ottobre, punta a migliorare la pulizia degli spazi urbani, imponendo ai proprietari di munirsi di bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua per lavare le superfici interessate dalla minzione dei propri animali. Per chi non rispetta l’obbligo sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.

Una misura che ha diviso l’opinione pubblica, alimentando un confronto soprattutto sui social network: da una parte la necessità di mantenere strade e marciapiedi puliti, dall’altra i dubbi sulla concreta applicabilità di una regola che potrebbe risultare particolarmente impegnativa per alcune categorie di cittadini.

Il ricorso al Tar: «Un onere impossibile da sostenere»

A contestare l’ordinanza è l’associazione Tutela Diritti Animali Ets, realtà nata in ambito Arci, che ha presentato un ricorso al Tar chiedendo la sospensione urgente e l’annullamento parziale del provvedimento. Come riferito dall’Ansa, l’associazione, presieduta da Gabriele Bettoschi e rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, mette in discussione soprattutto la ragionevolezza e la proporzionalità dell’obbligo imposto ai proprietari. Secondo Bettoschi, infatti, dover portare con sé una riserva d’acqua sufficiente a lavare ogni singola superficie sulla quale il cane urina rappresenterebbe un impegno difficile da sostenere nella vita quotidiana. Una difficoltà che, secondo l’associazione, rischierebbe di pesare in modo particolare sulle persone anziane e su chi possiede cani di grossa taglia. A queste criticità si aggiunge la disponibilità di fontanelle pubbliche, ritenuta insufficiente per consentire ai proprietari di rifornirsi d’acqua durante le passeggiate.

Pulizia delle strade e diritti degli animali: dove trovare un equilibrio?

Al centro della controversia c’è una questione che riguarda molti centri abitati: come conciliare il rispetto degli spazi pubblici con le esigenze dei proprietari e dei loro animali?

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è tutelare il decoro e la pulizia delle aree pubbliche, limitando i disagi provocati dall’urina degli animali su marciapiedi, muri e altri elementi dell’arredo urbano. L’utilizzo dell’acqua può contribuire a ridurre residui e odori, anche se non equivale necessariamente a una completa igienizzazione delle superfici.

L’associazione, invece, contesta che l’obiettivo possa giustificare un obbligo generalizzato senza considerare adeguatamente le difficoltà operative e le diverse condizioni dei cittadini.

La questione resta quindi aperta e il ricorso al Tar potrebbe chiarire la legittimità e i limiti del provvedimento. Nel frattempo, il caso di Pratola Peligna riporta l’attenzione su un tema di convivenza quotidiana: garantire città più pulite senza introdurre obblighi che, nella loro applicazione concreta, rischino di risultare eccessivamente gravosi per i proprietari degli animali.

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