Dal 16 maggio entra finalmente in vigore il contrassegno identificativo per i monopattini elettrici, il cosiddetto «targhino», introdotto dalla riforma del Codice della strada del 14 dicembre. L’adesivo identifica il proprietario del monopattino, garantisce la tracciabilità del mezzo e facilita i controlli, anche per verificare l’obbligo di assicurazione responsabilità civile.
Il rilascio del contrassegno sarà gestito tramite la piattaforma Gestione pratiche online, con accesso tramite Spid di secondo livello o Carta d’identità elettronica. La procedura prevede il collegamento tra il codice fiscale del richiedente e il codice alfanumerico del «targhino». Solo dopo l’elaborazione della domanda dal Centro servizi della Motorizzazione civile sarà possibile prenotare l’appuntamento allo sportello per il ritiro. Il costo è di 8,66 euro più bollo e diritti di motorizzazione, e la richiesta è aperta ai maggiorenni, con possibilità di richiederlo anche per minori dai 14 anni tramite chi esercita la responsabilità genitoriale.
L’adesivo, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sarà plastificato e non rimovibile, con sei caratteri alfanumerici su due righe. Dovrà essere applicato sul parafango posteriore o, in assenza, sul piantone dello sterzo anteriore. Chi circolerà senza «targhino» rischia sanzioni da 100 a 400 euro.
Il sistema è pensato anche per gestire furti, smarrimenti, deterioramenti o cessione del monopattino. In caso di passaggio di proprietà, il contrassegno non segue il mezzo: il vecchio proprietario richiederà la cancellazione e il nuovo dovrà ottenerne uno nuovo, pagando bollo e diritti tramite PagoPA.
Secondo Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, «il collegamento stabile tra mezzo e proprietario renderà più efficaci i controlli e più credibile la prevenzione, riducendo i pirati della strada». Resta, tuttavia, una fase transitoria: alcuni canali e studi di consulenza automobilistica vedranno l’applicazione completa delle regole solo in un secondo momento, mentre la Motorizzazione civile sarà il perno operativo iniziale.
Con il «targhino», l’Italia compie un passo decisivo verso una maggiore sicurezza e responsabilizzazione dei proprietari di monopattini elettrici, rendendo più chiaro chi è responsabile in caso di incidenti o violazioni del Codice della strada.
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