Il test conferma che non esistono creme spalmabili “sane”, ma alcune risultano qualitativamente migliori di altre. Il consiglio resta invariato: consumo occasionale e porzioni contenute, anche per i prodotti meglio posizionati in classifica. In testa alla classifica si piazza Lindt, con 13,1 punti su 20. Seguono Rigoni d’Asiago (12,4 punti) e Nutella, che si ferma a 11,4 punti. Solo un prodotto ottiene un punteggio complessivo negativo.
Alimento discusso
Non sono un alimento salutare, ma continuano a essere tra i prodotti più consumati a colazione e merenda. Le creme spalmabili alla nocciola finiscono ancora una volta sotto la lente di 60 Millions de Consommateurs, che ha messo a confronto 15 prodotti valutandone profilo nutrizionale, ingredienti e sicurezza.
Troppi zuccheri e grassi
L’analisi conferma un dato noto: le creme spalmabili sono ricche di zuccheri e grassi. Una porzione da 15 grammi può coprire fino al 17% della quota giornaliera di zuccheri liberi indicata dall’OMS. Nutella e altri marchi storici figurano tra i più zuccherati. Con il Nutri-Score, quasi tutte le creme ottengono una E, giudizio che peggiora ulteriormente con il nuovo algoritmo entrato in vigore nel 2025.
Ingredienti poco convincenti
Dall’analisi delle etichette emerge che lo zucchero è quasi sempre il primo ingrediente, mentre la percentuale di nocciole è spesso limitata, attorno al 13%. Solo poche creme arrivano a valori più elevati. L’uso di olio di palma resta un elemento penalizzante, mentre risultano preferibili le formulazioni con oli vegetali alternativi.
Pesticidi: test superato
Sul fronte della sicurezza alimentare i risultati sono rassicuranti: quasi tutti i prodotti sono risultati privi di residui di pesticidi. Un solo campione ha mostrato tracce di una sostanza comunque autorizzata nell’Unione Europea. Considerando non solo i valori nutrizionali ma anche la qualità degli ingredienti, l’assenza di olio di palma e i controlli sui pesticidi, il giudizio complessivo è meno severo del Nutri-Score.
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