L’Italia si trasforma. Qualcuno fa fatica ad accettarlo, ma basta guardarsi intorno per capire quello che accade in tutto il mondo. I quartieri si arricchiscono di nuove culture, e l’economia rispecchia questa complessità. Una dimostrazione tangibile è l’aumento dell’offerta di prodotti halal nei supermercati, una risposta naturale all’evoluzione demografica e culturale del paese. Oggi il Corriere della Sera ha dedicato un ampio servizio al Ramadan e al picco di consumi di queste giornate sacre per chi  professa la religione musulmana.

Crescita del Mercato Halal e non solo carne

Secondo la Fondazione Ismu, al 2025 i musulmani in Italia sono oltre 1,7 milioni. Questa comunità non solo influisce sulle dinamiche sociali ma guida anche cambiamenti economici significativi. L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy documenta un incremento del mercato dei beni halal, che comprende alimentari, cosmetici e farmaceutici conformi agli standard islamici. Quest’espansione ha segnato una crescita nel valore e volume delle vendite, superando i 381 milioni di euro nell’ultimo anno. I prodotti halal non sono più confinati a categorie di nicchia come carni speciali. Oggi, cereali per la colazione, surgelati di frutta e verdura, e snack vari incontrano la domanda di consumatori di diversi background. La GdO offre sconti su una varietà di prodotti legati all’Iftar durante il Ramadan, intercettando picchi di domanda senza enfatizzare l’aspetto religioso.

Nonostante la crescente accettazione, sui social media persistono pregiudizi e ieri, solo per aver pubblicato una notizia normalissima che diceva che dopo 30 anni, la data delle Ceneri coincideva con quella del Ramadan, qualche lettore ha dato sfogo a qualche parola di troppo al limite del razzismo. Lo dice anche la Chiesa cattolica che è fondamentale promuovere una convivenza pacifica e rispettosa di diverse culture. L’integrazione di prodotti halal nel mercato riflette un’Italia multietnica, dove diversità culturale e rispetto reciproco sono valori chiave.

Il Ramadan

Il Ramadan rappresenta una “micro-stagione dei consumi”. Anche se i consumi diurni diminuiscono, quelli serali crescono, con il cibo che gioca un ruolo centrale nella convivialità. Lungi dall’essere una festività visibile mediaticamente, il Ramadan influenza in modo significativo il mercato, con promozioni che aumentano per specifici alimenti e ingredienti.

L’industria italiana non si limita a importare prodotti halal, ma li sviluppa. Marchi come Valdigrano e Bomè producono localmente, dimostrando come la diversità possa essere una leva per l’innovazione. Le certificazioni halal diventano così non solo un’esigenza religiosa ma un asset commerciale.

di Redazione AltovicentinOnline

 

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