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Che differenza c’è tra mortalità e letalità?

epa08280067 Health workers wearing protective suits move a patient infected with the novel coronavirus Covid-19 disease with an isolation stretcher from an ambulance to a hospital in Seoul, South Korea, 09 March 2020. With over 7,380 confirmed cases of novel coronavirus, South Korea currently accounts for the highest number of infections outside mainland China. EPA/KIM CHUL-SOO

Mortalità e letalità, due parole che sentiamo spesso di questi tempi.

Vediamo i loro significati letterali e come vengono usati nei dati statistici.

Mortalità – Letteralmente è la condizione di chi è mortale (soggetto cioè a morire). Viene anche utilizzata per indicare il numero, quantità delle morti.

Letalità – è un sinonimo meno comune di mortalità, inteso come capacità di provocare la morte (letalità di una malattia, di un’epidemia, di un veleno) o, più spesso, come numero di decessi;

Mortalità come termine statistico, viene citato come indice, quoziente, coefficiente di mortalità.

Si riferisce al rapporto, espresso in percentuale, fra il numero dei decessi e l’ammontare della popolazione in un determinato periodo di tempo.

Il tasso di mortalità, si ottiene dividendo il numero delle persone morte a causa della malattia rispetto al totale degli esposti della popolazione. In questo caso, il dato che deriva dalla divisione dei dati, è riferito all’intera popolazione esposta al rischio contagio.

Letalità in statistica, viene indicato come quoziente di letalità. Si riferisce infatti, al rapporto tra il numero di morti per una data malattia e il numero delle persone affette dalla stessa. Viene calcolato in relazione a una data popolazione e a un dato intervallo di tempo.

Il tasso di letalità si ottiene dividendo il numero delle persone decedute a causa della malattia con il totale dei malati.

A.N.

Fonte: Treccani