Una presunta vittima di stalking di gruppo, Elisabetta Sionis, psicologa forense e oggi giudice del tribunale dei minori. Secondo la procura di Cagliari sarebbe stata bersaglio di epiteti denigratori, offese, vessazioni e persino di un vero e proprio piano per screditarla agli occhi dei social e del mondo, messo in atto da un gruppo di persone per ben tre anni. Un nome spicca tra chi è stato sotto la lente dalle indagini, di cui i pm di Cagliari hanno dato avviso di conclusione e trasmesso il rispettivo fascicolo a Roma, per competenza. È quello di Roberta Bruzzone, criminologa forense e volto popolare dei principali programmi crime e dei social.
In diverse chat a cui partecipava Bruzzone la Sionis sarebbe stata etichettata dalla stessa come una criminologa dalla “miserabile esistenza”, “da Tso”, “in putrefazione” o ancora “lavastovigliologa” o “alcoldipendente”. E, come riporta il quotidiano “Repubblica”, si sarebbe parlato di lei con espressioni colorite e denigratorie: “Continua a sbavare sui nostri profili”, va “cacciata a pedate nel sedere” dai tribunali, o ancora a lei “le goccine e le overdose di botox non bastano più”, infine “una lestofante in meno”…solo per citarne alcune. Ma nelle trascrizioni di chat contenute nell’hard disk dell’indagine che riportano dialoghi tra Bruzzone e gli altri co-indagati- Monica Demma, Giovanni Langella e Marzia Mosca (nota sul web come “Santanico“- graverebbe anche un passaggio-chiave che, secondo gli inquirenti, ha acceso l’alert sulla criminologa più famosa della televisione italiana. Lo riporta sempre Repubblica: si tratterebbe di una frase con cui Bruzzone esorta i membri del gruppo denominato “Fbi” il 17 settembre 2022. “Ho mandato a Monica la mia denuncia di stalking contro la Sionis dell’anno scorso, bisogna attaccarla- avrebbe scritto la psicologa forense- dimostrando che è una bugiarda e che è su Facebook tramite fake con cui molesta tutti noi”.
UNA LUNGA QUERELLE TRA CRIMINOLOGHE, TRA UN’ARCHIVIAZIONE E UNA CONDANNA
Tutta la vicenda, a dire il vero, sarebbe parte di una telenovelas giudiziaria fatta di querele e controquerele, l’ultima da parte di Bruzzone a Sionis è stata alla fine archiviata il 23 giugno 2025. Ma non manca anche una condanna di primo grado che risale allo scorso 28 ottobre a carico di Lucio Lipari, un presunto collaboratore della criminologa savonese, accusato di aver perseguitato Sionis, mentre ignoti causavano ustioni alla sua gatta.
IL CASO PIREDDA E LA SENTENZA LIPARI CHE TIRA IN BALLO BRUZZONE, COSA DICE
E proprio nel testo della sentenza di condanna di Lipari emessa dal tribunale di Cagliari (reperibile sul web), nel capitolo delle conclusioni c’è un pesante riferimento a Bruzzone. Nei fatti definiti processualmente rilevanti si spiega infatti che Sionis “riferiva di essere vittima dal 2018 di atti persecutori agiti coralmente da un gruppo coeso che a suo dire si muoveva all’unisono su più siti online, nelle piattaforme facebookm youtubem nel motore di ricerca google, nella piattaforma televisiva Witch Tv Amazon.(…)”.
E ancora: “Il gruppo- prosegue la sentenza- si faceva chiamare “Bruzzone & co.” e prendeva il nome dalla sua leader, ossia Roberta Bruzzone, nota criminologa (..)”. All’origine del tutto per la presunta vittima di stalking, una consulenza di parte per cui si era occupata a partire dal 2017: la consulenza riguardava un processo a carico di Valentina Pitzalis, indagata per omicidio volontario e incendio doloso del cadavere del marito, Manuel Piredda. Tramite quella consulenza, Sionis era riuscita ad aprire ulteriori indagini e aveva portato appunto alle gravi accuse a carico della moglie dell’uomo. Il testo della sentenza di condanna di Lipari spiega poi che i problemi di Sionis “erano iniziati nell’agosto 2017”, quando una fuga di notizie ha portato la stampa a dare notizia dell’apertura di tale indagine. E “il 31 agosto 2017 Bruzzone, sul suo profilo Fb, aveva iniziato ad occuparsi di lei e segnatamente nel 2018 aveva fatto un singolare exploit definendo la denunciante una lavastovigliologa, una che non aveva titoli, con una serie di epiteti denigratori, umilianti e vessatori, in concorso con un nutrito clan, del quale si circondava, composto da soggetti con profili Fb reali e con reali identità e attraverso altri che si celavano dietro profili fake…”.
In definitiva, ora- con la fine delle indagini per l’accusa di stalking, si potrebbe aprire una nuova puntata della telenovelas tra criminologhe, Bruzzone (&co.) versus Sionis, sempre che sia dimostrato un ruolo effettivo della popolare psicologa forense contro la battaglia social avviata da più persone nei confronti della collega sarda. Per ora Bruzzone “risponde” dal suo profilo Ig pubblicando una storia dell’amica Selvaggia Lucarelli: “Conosco molto bene questa vicenda folle d’accusa di stalking per Bruzzone, è ridicola- scrive la giornalista-opinionista del Gf- perché ho letto le carte, ma soprattutto conosco i pregressi ed è una storia che parte da lontano. Quel lontano lo scoprirete nel mio prossimo podcast”. Avanti un altro caso, un’altra indagine, un altro capitolo social.

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