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Presidenza del Senato: Berlusconi ko, uno a zero per Meloni (grazie Renzi)

di Nicola Perrone

Vista la figuraccia non vorrei essere nei panni di chi ha consigliato Berlusconi di tenersi fuori e di non votare Ignazio La Russa presidente del Senato. Ieri il Cavaliere, dopo nove anni dalla sua espulsione, era rientrato trionfalmente a Palazzo Madama. Oggi, al primo appuntamento strategico per la maggioranza di centrodestra, ha fatto un passo falso tremendo, capace di mettere in crisi addirittura la sua leadership. Tutto ruota attorno alla nomina a ministro della senatrice Licia Ronzulli, da tutti considerata braccio destro e sinistro di Berlusconi e avversata dalla leader di Fratelli d’Italia, futura premier, Giorgia Meloni. Su questa Berlusconi ha tentato il braccio di forza, far vedere che senza i voti dei senatori di Forza Italia il candidato imposto da Meloni, Ignazio la Russa appunto, non ce l’avrebbe fatta.

E invece marameo, La Russa è stato eletto presidente del Senato anche senza i voti del Cavaliere grazie al sostegno arrivato da altre forze politiche. Tra i principali indiziati i nove senatori che fanno riferimento a Matteo Renzi e Carlo Calenda, più gli altri arrivati da qualche senatore a vita, gruppi autonomi e, dice qualche maligno, anche di qualcuno del Pd.

Di qui si è scatenata la guerra delle accuse, con Renzi che un secondo dopo il risultato ha subito dichiarato: “Non siamo stati noi“, di solito il primo a cantare… Al di là delle polemiche e degli scontri che nelle prossime ore dilanieranno ancora i Dem, il dato politico di questa votazione è che Meloni ha vinto e Berlusconi ha perso, i Fratelli d’Italia sono più forti, Forza Italia più debole. Anzi, tra gli osservatori politici qualcuno arriva a dire che di fatto Renzi ha lanciato la sua scalata a Forza Italia ormai allo sbando e senza guida.

Dopo il ‘vaffa’ di Berlusconi a Ignazio La Russa ripreso dalle tv poco prima dell’elezione, alla fine Berlusconi ha cercato di rimediare alla magra figura accusando direttamente Renzi: i voti in più a Ignazio La Russa “sono di Renzi, di Azione e dei senatori a vita” ha detto il Cavaliere, interpellato in Senato dopo il voto, aggiungendo una pezza: “Non ci piacciono i veti, c’era stato un veto. Io e Casellati abbiamo votato La Russa come un voto di apertura e collaborazione, il resto del gruppo no perché non ci piacciono i veti, non si devono fare”, ha detto rimarcando la rabbia per l’esclusione di Ronzulli dall’esecutivo.

Poi ritrovata la calma su instagram ha dettato: “Sono lieto per l’elezione di Ignazio La Russa a presidente del Senato della Repubblica. Non solo non ho mai avuto alcuno scontro con lui, ma stiamo collaborando lealmente e in pieno accordo per dare al nostro Paese un assetto istituzionale stabile e un governo forte e coeso. Congratulazioni, Presidente!”.

Osvaldo Napoli, anni e anni dentro Forza Italia e oggi deputato di Azione, conosce bene il vecchio partito e spiega così quanto accaduto: “Azione non ha dato un solo voto per l’elezione del presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa. Un mistero la sua elezione, visto che Forza Italia non ha partecipato alle votazioni. Un mistero però di facile soluzione: chi ha dato quei 17 voti da fuori la maggioranza lo ha fatto per accrescere la zizzania già vigorosa nel centrodestra. Forza Italia non ha partecipato alle votazioni, per mostrare a Meloni il peso decisivo dei suoi voti. Invece sono stati infilzati nel segreto dell’urna. E Berlusconi si ritrova senza più carte da giocare nella partita del governo. Il copione potrebbe ripetersi domani alla Camera? Se così fosse per il governo che nasce dovrebbe valere la legge 194 (interruzione della gravidanza, ndr)”.

Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, incassa la vittoria del partito ma lancia un ramoscello d’ulivo agli alleati usciti scornati: “Non possiamo nascondere il fatto che Fi non abbia partecipato al voto ma è significativo che invece lo abbia fatto il presidente Berlusconi. La Russa negli anni ha raccolto un consenso che va oltre il perimetro del suo partito o della coalizione, si tratta di una persona molto cordiale e simpatica immagino che molti nel segreto dell’urna abbiano scelto lui… Forza Italia deve capire che alla fine deve prevalere lo spirito della coalizione“, ha concluso.

Da parte sua il segretario del Pd, Enrico Letta, senza nominarli, alza il dito nei confronti dei senatori di Renzi: “Irresponsabile oltre ogni limite il comportamento di quei senatori che hanno scelto di aiutare dall’esterno una maggioranza già divisa e in difficoltà… il voto di oggi al Senato certifica tristemente che una parte dell’opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza” ha detto Letta. Per quanto riguarda questa possibilità, infatti, ieri Renzi aveva accusato Pd e M5S di essersi messi d’accordo tra loro per eleggere i presidenti delle Commissioni e dei Comitati che spettano all’opposizione tagliando fuori lui e i suoi. Di qui, dicono i maligni, la contromossa di Renzi che aiutando Fratelli d’Italia e la Lega ad eleggere La Russa adesso si farà a sua volta aiutare per portare a casa qualche presidenza o vicepresidenza al Senato. Alla faccia di Letta e Conte.

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