Al quarto giorno di blocco dei Tir cominciano a vedersi le prime code davanti ai distributori di carburanti della Sicilia. L’incertezza sulla soluzione della vertenza sta cominciando a creare qualche allarme tra gli automobilisu.
Ripercussioni si registrano anche nella grande distribuzione. Il rallentamento dei trasporti sta rendendo più difficili le consegne e in alcuni supermercati iniziano a comparire scaffali vuoti, soprattutto per i prodotti che necessitano di rifornimenti frequenti.
A Messina, a Gela e nell’Agrigentino la gente timorosa che potessero venire a mancare beni di prima necessità come pasta e acqua ha fatto scorte nei giorni scorsi comprando prodotti per una personale riserva e svuotando gli scaffali. Nei grandi mercati popolari di Palermo, come Ballarò e il Capo, non si registrano carenze di merce anche di ortofrutta e lo stesso avviene nei mercati popolari di Catania. Qualche catena di Gdo afferma che vi sono stati ritardi nella consegna di merce ma nulla finora che possa destare allarme. La catena di market Prezzemolo Vitale, che ha diversi supermarket di prossimità a Palermo non segnala particolari criticità.
«I mezzi delle aziende aderenti alla protesta sono attualmente fermi nei parcheggi, dove rimarranno fino a domani, martedì 20 ottobre – prosegue – Si attende infatti l’esito dell’imminente incontro a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Se il ministro accetterà integralmente le proposte presentate dalla categoria, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato». Il comitato dice che «nessuna azienda viene obbligata a fermarsi. Tutte le imprese che desiderano viaggiare e consegnare le proprie merci, in particolare i prodotti ortofrutticoli, sono libere di farlo».
«Questa mattina ho incontrato gli autotrasportatori che stanno protestando davanti al porto di Palermo, raccogliendo le loro preoccupazioni e le perplessità sui criteri previsti dal decreto della Regione Siciliana per fronteggiare il rincaro del gasolio». Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha annunciato 15 milioni di euro di risorse, con contributi fino a 50 mila euro per le imprese del settore. «Si tratta di un sostegno importante, ma ascoltando direttamente gli autotrasportatori sono emerse perplessità su alcuni criteri del provvedimento, che rischiano – aggiunge Schillaci – di non rispondere pienamente alle esigenze della categoria. Gli operatori lamentano di non essere stati ascoltati adeguatamente prima della definizione del decreto. Chiedo al governo della Regione di aprire un confronto concreto».
La mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro dei carburanti al Sud Italia è pacifica.. Camion e trattori continuano a presidiare diversi snodi stradali in Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia mentre a Napoli i tir hanno bloccato il varco Bausan al porto. Le proteste stanno provocando ripercussioni sempre più evidenti sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcune stazioni di servizio sono rimaste senza carburante, mentre nei supermercati cominciano a scarseggiare diversi prodotti, soprattutto quelli freschi.
La protesta sta coinvolgendo diversi comparti dell’economia, con effetti che vanno oltre il trasporto delle merci. Le interruzioni e i rallentamenti nella circolazione dei mezzi pesanti possono compromettere le consegne di carburante, generi alimentari e materie prime, mettendo in difficoltà sia i punti vendita sia le imprese che dipendono dalle forniture su gomma. Nella giornata di oggi il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro incontra una delegazione degli autotrasportatori, in protesta da giorni. I prodotti freschi sono particolarmente esposti ai disagi, perché eventuali ritardi possono compromettere la conservazione delle merci e provocare perdite per i produttori. Intanto, in Molise la protesta ha già costretto il pastificio La Molisana di Campobasso a ridurre drasticamente i ritmi produttivi. L’azienda ha spiegato di non aver interrotto completamente la produzione, ma di essere ricorsa alle scorte di materie prime disponibili nei magazzini per far fronte alle difficoltà negli approvvigionamenti.
A rischio cantieri fermi in Molise
Le conseguenze riguardano anche il settore delle costruzioni. L’Associazione nazionale costruttori edili del Molise ha lanciato l’allarme sui rincari dei carburanti e dei trasporti, avvertendo che diversi cantieri rischiano di fermarsi nel giro di poche ore. Secondo l’associazione, l’aumento dei costi sta compromettendo la sostenibilità economica dei contratti già in corso e rende più difficile programmare nuovi interventi. Il presidente di Ance Molise, Corrado Di Niro, ha chiesto misure emergenziali per evitare che la situazione provochi conseguenze ancora più pesanti per le imprese.
Stampa questa notizia




