AGI – Gli amministratori e i militanti della Lega che per tre giorni si sono riuniti a Rivisondoli non hanno dubbi: la linea del partito la decide Matteo Salvini. E il segretario federale, riassume il vicesegretario Claudio Durigon chiudendo ‘Idee in movimento’, ha a disposizione “una classe dirigente preparata”, capace di “progettare il Paese” nell’unità, perché la Lega, afferma ripetendo le parole pronunciate da Luca Zaia, “è una e indivisibile”. Salvini incassa e nel suo intervento (dura oltre un’ora) spiega che il suo partito è “una famiglia, non una caserma, anche se qualcuno mi chiama Capitano. Ci sono generali, marescialli, colonnelli, ma la nostra forza è la truppa, è il popolo”, e chi ha deciso di prendere altre strade “è uno sciocco”, anche perché, avvisa, “la storia insegna che chi esce da qui finisce nel nulla”.
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Il vero traguardo da raggiungere sul tema della giustizia, ribadisce, è però la responsabilità civile dei magistrati: “Se sbagliano, devono pagare come tutti”. Al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che a Rivisondoli annuncia che le circa 60 nuove misure che comporranno il pacchetto sicurezza allo studio del governo arriveranno in Consiglio dei ministri la prima settimana di febbraio, Salvini chiede “ancora più mani libere, nel rispetto dei limiti del codice, per le ragazze e i ragazzi che in divisa difendono la nostra sicurezza”.
Il 18 aprile
Sfogliando l’agenda dei prossimi appuntamenti, il segretario annuncia che la data del 18 aprile è segnata in rosso: “Vi aspetto in piazza Duomo a Milano dove chiameremo a raccolta i patrioti di tutta Italia e di tutta Europa nel nome della protezione dei nostri valori, della cultura Occidentale. Non sarà una piazza contro, ma per”, sottolinea. A chi lo ascolta il segretario ricorda anche la scadenza delle politiche del 2027: “Prepariamoci a fare fatica, serve determinazione, spirito di sacrificio, idee chiare, sorriso. Si avvicina un periodo delicato per tutti”.
Il suo obiettivo, racconta, non è solo quello di rieleggere “tutti i parlamentari”, ma anche quello di “portare a Roma nuove energie da tutta Italia per le nostre battaglie. Dobbiamo fare un gioco di squadra”. Una stoccata la rifila alla stampa, ai giornali che da anni “pronosticano il cambio del segretario della Lega: l’unica cosa che è cambiata – dice – è il loro editore”. E a chi lo critica per il suo recente incontro con un esponente dell’estrema destra britannica, ricorda infine che il suo partito è stato “l’unico a votare contro in Europa alla legge bavaglio in base alla quale domani possono decidere cosa si può e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge e cosa non risponde alla legge… Potrò incontrare chi fico secco ho voglia, se voglio fare delle battaglie comuni con qualcuno?”.
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