La notizia è stata riportata dal Corriere del Veneto. Una nuova centrale idroelettrica potrebbe sorgere sul torrente Vajont, a valle della diga simbolo della tragedia del 1963. La domanda è stata presentata dalla società Welly Red e l’istruttoria per la verifica di assoggettabilità alla VIA è stata avviata dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
L’impianto verrebbe realizzato nel territorio di Erto e Casso, con presa allo scarico del lago residuo e restituzione delle acque nel Piave. Previsto un investimento di 12 milioni di euro e una produzione stimata di 13,3 milioni di chilowattora l’anno. Le opere – vasche, condotte e centrale – sarebbero interamente dentro la montagna e non visibili dall’esterno.
Il progetto riapre un nodo delicato: oggi il Vajont è luogo di memoria, legato al disastro che colpì anche Longarone, e non produce energia.
Il sindaco di Longarone ha espresso contrarietà, parlando del valore “sacro” della valle. Di diverso avviso il sindaco di Erto e Casso, Antonio Carrara, che vede nell’impianto un’opportunità economica per un comune che finora non ha beneficiato delle concessioni idroelettriche lungo il Piave.
L’iter è solo all’inizio. Sullo sfondo, un equilibrio complesso tra memoria, ambiente e sviluppo delle comunità di montagna.
Stampa questa notizia




