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I gesti affettuosi che aiutano la coppia

Che ci si trovi all’inizio di una relazione oppure si sta insieme da anni un ingrediente che non deve mancare e che rende il legame magico sono le carezze, gli sguardi, lo stare ore e ore a parlare, la sorpresa inaspettata, il tenersi per mano insomma, in una parola: le coccole! Le coccole ed i gesti affettuosi infatti sono gli elementi che aiutano a rendere davvero unico e speciale il legame che unisce due persone, è ciò che rende lo stare insieme diverso dallo stare semplicemente vicini, è tramite queste piccole grandi attenzioni che si crea l’intimità profonda che può trasformare il “fare sesso” in “fare l’amore”. Insomma le coccole e i gesti affettuosi all’interno della coppia creano l’alchimia necessaria per superare ostacoli e dubbi che tutte le storie nel loro percorso si troveranno ad affrontare.

Un famoso studio degli anni Cinquanta mise in evidenza che la preferenza dei cuccioli di scimmia per un soffice sostituto materno artificiale in grado solo di offrire calore rispetto a un sostituto materno in grado di nutrirli, ma freddo. Da allora sono tante le ricerche che hanno rilevato come vicinanza e contatto siano vitali per il neonato e determinanti per il benessere in tutte le età. Perché carezze e tenerezze rispondono al bisogno innato di sentirsi riconosciuti, apprezzati, protetti, sostenuti, amati. E possiedono straordinari poteri per il benessere dell’individuo.

Che le coppie più felici siano quelle che riescono a prendersi sempre il tempo per una coccola lo dice anche la scienza. Gli studi più recenti dei ricercatori del “Journal of Social and Personal Relationships”, hanno dimostrato che le coccole, intese come approccio affettuoso e gentilezze, sono necessarie per la stabilità della relazione: favoriscono una migliore comunicazione, sono un forte collante che rafforza il legame amoroso e rendono più soddisfatti della storia sentimentale che si sta vivendo.

I gesti affettuosi sono diversi dalle smancerie e stucchevoli manifestazioni di affetto, quello che fa sperimentare il benessere in coppia è piuttosto lo sguardo “carezzevole” verso l’altro, è la capacità di empatia, di attenzione allo stato emotivo del partner che fa la differenza. La coccola può essere il rimanere abbracciati a letto prima di addormentarsi, oppure una piccola sorpresa o un regalo, scegliere il film che non piace solo perché è il genere preferito dell’altro, stupirlo con un abbraccio o un massaggio. Diverse ricerche hanno messo in stretta correlazione il legame tra contatto fisico affettuoso e la produzione di ossiticina, chiamato anche “ormone dell’amore”: viene prodotto non solo durante l’orgasmo ma anche in generale durante tutte le manifestazioni di affetto e determina e facilita l’attaccamento, la vicinanza, il riconoscimento reciproco da un punto di vista affettivo.

La scienza, in definitiva, elenca molteplici motivi per cui un abbraccio fa a bene a noi e alla nostra storia d’amore, ma la vera magia è sperimentare sulla propria pelle l’alchimia di una carezza, e scoprire quello che Neruda racconta così bene nelle sue poesie:
“Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,/ tu canti e sei canto./Il mondo è oggi la mia anima/ canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,/ lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia/ essere felice/ essere felice perché sì,/ perché respiro e perché respiri,/ essere felice perché tocco il tuo ginocchio /ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo/ e la sua freschezza.”

Lo sapevi che:

I maschi preferiscono le coccole. Differentemente dal sentire comune i ricercatori del Kinsey Institute dell’America’s Indiana University nei loro studi hanno messo in evidenza che gli uomini si ritengono particolarmente appagati quando la partner non fa mancare loro coccole e carezze, anche nei momenti e situazioni più inaspettati, non necessariamente tra le lenzuola.

Un abbraccio attenua anche la sofferenza fisica. La pelle, infatti, contiene moltissime fibre nervose che vengono attivate al contatto, quando siamo abbracciati o anche solo quando una mano si poggia sulla spalla. La loro stimolazione blocca il lavoro di altre fibre, che trasmettono i messaggi di dolore.