Un netto calo, dal 2017 ad oggi, sulle spese sostenute da esercenti e professionisti per ottenere e mantenere il tanto odiato e amato POS. Una notizia che evidenzia le azioni eseguite in sordina dallo Stato per cercare di attenuare una problematica molto sentita e discussa soprattutto nell’ultimo periodo, anche grazie a diverse modifiche delle normative. Lo conferma un’indagine dall’Osservatorio ConfrontaConti.it e SOStariffe.it, i quali hanno raccolto i dati dei costi sostenuti dagli esercenti comprendendo quelli fissi, come la spesa iniziale e il canone periodico per mantenere attivo il POS, e le commissioni applicate sulle transazioni, confermando un crollo dei costi del POS.

Comparando i dati relativi al 2017 e quelli relativi al 2022, possiamo notare un calo importante della spesa media iniziale da sostenere per il POS, ovvero 28 euro con un calo del 59% rispetto al 2017. C’è quindi una differenza di oltre 20 euro per la spesa iniziale da sostenere per un POS Mobile (33,28 euro) e quella per un POS Fisso (9,29 euro). E’ possibile notare anche l’esistenza di alcune opzioni dove non è prevista alcuna spesa iniziale, ottenendo quindi il dispositivo gratuitamente a fronte di un abbonamento mensile. Anche per i costi periodici del POS è stato registrato un netto calo nel corso di questi cinque anni, portando il canone mensile sostenuto nel 2022 dagli esercenti ad una media di 8,93 euro. Ecco che il dato diventa importante quando si verifica una riduzione del 50,7% dal 2017 a oggi. Ancora più conveniente la scelta di un Pos Mobile che permette una di avere un sevizio più pratico con una spesa media di appena 8,73 euro.

L’indagine rileva una riduzione che negli anni, gradualmente, si è intensificata sempre di più. Resta comunque il fatto che ad oggi diverse attività non hanno ancora il POS e uno storico nel quale le commissioni sulle transazioni sono state davvero impegnative ecoomicamente per gli esercenti, aumenta la riluttanza verso questo sistema. Ma la realtà è ben diversa e le imposizioni statali sono chiare. Da una parte abbiamo la data del 30 giugno 2022, entrata in vigore della normativa vigente “Pos Obbligatorio” che invece era prevista per gennaio 2023, la quale prevede sanzioni pecuniaria a professionisti ed esercenti che non accettano pagamenti con carta dai loro clienti, di 30 euro che viene aumentata del 4% del valore della transazione per chi rifiuta la strisciata di POS. Dall’altra abbiamo alle porte la nuova Manovra Finanziaria: da gennaio 2023 infatti tutto cambierà con l’introduzione della soglia di esenzione, argomento discusso e in fase di definizione in questi giorni in Parlamento, per identificare il limite di 40 o 60 euro, al di sotto del quale ci saranno più sanzioni per l’esercente che rifiuta il pagamento con carta del cliente, mentre invece resterà valida la sanzione prevista dalla normativa vigente in caso di transazioni di importo superiore alla soglia.

Ricapitolando, dal confronto dei dati dal 2017 al 2022 lo scenario è chiaro, si è verificato un drastico calo dei costi fissi del POS in Italia con una media di spesa iniziale per il POS inferiore di circa 49 euro mentre il canone mensile si è ridotto di quasi 10 euro. Ottenere e mantenere quindi il POS per poter accettare pagamenti, alla luce di quanto emerso, è quindi diventato molto meno costoso. Anche per quanto riguarda le commissioni applicate dagli istituti sulle transazioni effettuate con un POS si verifica un netto calo. Considerando ad esempio le carte di pagamento che utilizzano il circuito PagoBancomat, si registra una commissione media pari all’1,23%.Un dato decisamente inferiore rispetto al 2017 quando un pagamento tramite il circuito PagoBancomat comportava una commissione media pari all’1,92%. A questo punto è chiaro a tutti convenga di più ad oggi avere un POS Fisso, con una commissione a transazione pari, in media, ad appena 1,01%. Seguono i pagamenti di carte che utilizzano altri circuiti, con un evidente ribasso delle commissioni pari all’1,35%. Per le commissioni il pagamento tramite POS Fisso continua ad essere la scelta più conveniente per gli esercenti con una commissione media pari all’1,12% mentre per un POS mobile viene richiesta una commissione dell’1,4%. Lo studio rileva anche un’evoluzione dei costi del POS nel breve periodo: tra agosto 2022, poche settimane dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, e dicembre 2022, mentre il Governo è al lavoro per definire la soglia di esenzione per i pagamenti con carta, si ha la conferma di un aumento dei costi per il POS in Italia, partendo da circa 23 euro per la spesa iniziale richiesta per il POS ad agosto con un canone medio pari a poco più di 6 euro al mese. Di conseguenza, si è registrato un aumento del +21% per il costo fisso e del +44% per il canone mensile richiesto agli esercenti per l’utilizzo del POS. E’ pur vero che insieme alla crescita dei costi fissi si registra un calo delle commissioni. Ad esempio le commissioni per una transazione su circuito PagoBancomat è passata da 1,45% a 1,23% mentre per le carte di altri circuiti il calo è ancora più significativo. La commissione media passa da 1,73% a 1,35%. Negli ultimi mesi, quindi, avere un POS comporta una spesa maggiore per gli esercenti ma le commissioni si stanno, piano piano, riducendo. Sia i costi fissi che le commissioni legate all’utilizzo del POS sono, quindi, in netto calo. L’indagine ha inoltre effettuato alcune simulazioni prendendo in considerazione tre profili differenti, in modod da quantificare il calo percentuale registrato dalla spesa media da sostenere per l’utilizzo di un POS come strumento per accettare pagamenti.

Il primo profilo è del Libero Professionista, il quale registra poche transazioni annue ma di importo medio più elevato,con un calo sostanziale della spesa legata al POS, da un minimo del 38% (utilizzando un POS Mobile ed effettuando solo transazioni tramite circuito PagoBancomat) ad un massimo del 64% (con POS Fisso e transazioni effettuate con “altre carte”). Il secondo profilo è del Negoziante che vende prodotti al dettaglio e che registra più transazioni ma di importo medio inferiore rispetto al primo profilo, con un taglio della spesa compreso tra il 33% e il 61%. Terzo ed ultimo profilo riguarda i Ristoratori dove si evidenzia un numero molto elevato di transazioni con un importo medio ridotto, con un taglio della spesa legata all’utilizzo del POS ancora una volta compreso tra il 33% ed il 61% in base al tipo di POS utilizzato e alle carte con il quale il cliente effettua i suoi pagamenti.

 

Laura San Brunone

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