“Una delle sfide più urgenti e decisive del nostro tempo: il rapporto tra istruzione, salute mentale e tecnologie digitali”. Lo ha detto il Papa nell’udienza ai partecipanti al convegno sulla salute mentale dei giovani che si è tenuto in Vaticano.

“Siamo un desiderio, non un algoritmo”, ha detto ancora il Pontefice rilanciando le parole della sua lettera apostolica sull’educazione “Progettare nuove mappe di speranza”. “Quando gli esseri umani vengono ridotti a mera performance, consumo o statistica, inevitabilmente ne consegue una profonda sofferenza interiore. Molti giovani oggi vivono sotto il giogo delle aspettative e della ricerca della performance, immersi in una competitività esasperata che genera ansia, paura di non essere all’altezza e disorientamento”.
Per il Papa allora “non possiamo affrontare la questione della salute mentale esclusivamente da un punto di vista clinico o tecnico. Indubbiamente, il contributo della scienza, della psicologia, della medicina e delle neuroscienze è indispensabile. Ma crediamo anche che gli esseri umani possano vivere autenticamente, e superare tante fragilità interiori, all’interno di un orizzonte di significato. Quando questo orizzonte si oscura, aumentano il vuoto interiore, l’isolamento e la disperazione. Quando, al contrario, una persona scopre che la propria vita ha valore, che è amata, attesa e chiamata a uno scopo nel mondo, allora nasce la speranza”.
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