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Clima pazzo, Coldiretti Vicenza: “Danni all’80% delle ciliegie “. Quanto le pagheremo quest’anno?

Il violento maltempo, con abbondanti precipitazioni, che si è abbattuto sul Bassanese ed il Marosticense ha provocato importanti danni alle Ciliegie di Marostica Igp, la cui produzione delle precoci è stata decimata almeno dell’80%, secondo le prime stime di Coldrietti Vicenza.

“Se la pioggia era attesa dopo una lunga siccità, per ripristinare le scorte idriche, i forti temporali con precipitazioni violente, soprattutto dove accompagnati da grandine – commenta Coldiretti Vicenza – hanno provocato danni irreparabili alle coltivazioni, ma anche frane e smottamenti, poiché i terreni secchi non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente. La caduta della grandine nelle campagne è la più dannosa in questa fase stagionale, per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro”.

I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Mesi e mesi di assenza di piogge si alternano a poche giornate in cui cadono quantità di acqua mai viste in precedenza. “Un evento climatico avverso che – precisa Coldiretti Vicenza – si ripete sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi, che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni. con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio, anche più grandi di una palla da tennis. Senza considerare le cosiddette bombe d’acqua, delle secchiate che si scaraventano sulle colture provocando danni importanti”.

Gli eventi straordinari sono diventati la normalità. “L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude Coldiretti Vicenza – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola e danni alle strutture ed alle infrastrutture nelle campagne”.