L’aumento dei prezzi legato alla guerra in Iran di fertilizzanti (+40%), gasolio, plastiche e altri fattori di produzione “sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo pre conflitto”. Le stime sono divulgate da Coldiretti che, in occasione della mobilitazione al Pala BigMat di Firenze, chiede “misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi”.

Alla Ue gli agricoltori sollecitano “un segnale forte rispetto a un atteggiamento che sino ad oggi ha visto la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, e alcuni commissari, scaricare di fatto sui singoli Paesi il compito di affrontare una crisi che rischia di mettere in ginocchio interi comparti produttivi”. L’Europa, quindi, “deve dimostrare di esistere economicamente e soprattutto politicamente”.

A Firenze si sono riuniti più di 4.000 agricoltori e per l’occasione è stata allestita un’esposizione delle eccellenze del Made in Italy messe a rischio dalle tensioni geopolitiche. In questo senso, in un mese di guerra i costi per il settore dell’olio di oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto. E ancora, 65-80 euro a ettaro per i cereali, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais. Anche produrre una tonnellata di latte, secondo il conto di Coldiretti, costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima. Mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti, dove gli incrementi stimati si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino.

Ci sono inoltre, continua Coldiretti, “i listini dei fertilizzanti saliti alle stelle. Come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata, ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con scoppio della guerra in Ucraina”. Su anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%). “E sono ‘esplosi’ anche i prezzi del gasolio agricolo passati da circa 0,85 euro al litro fino a 1,38, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Uno scandalo che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in procura contro le speculazioni”.

Per la prima volta dopo 80 anni “sentiamo le sferzate della guerra nelle nostre imprese e nelle nostre case. Difendere il reddito dei nostri agricoltori deve essere una priorità in Italia e in Ue perché portiamo sicurezza”, evidenzia il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. Che aggiunge: “Riconoscere il valore strategico del settore agricolo significa intervenire contro le speculazioni e le incertezze di mercato rafforzando le tutele per gli imprenditori agricoli, principale motore economico e sociale del Paese”.
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