L’Italia pioniera del modello diffuso che in futuro potrebbe diventare consuetudine. Milano Cortina 2026 è stata l’Olimpiade protagonista dalla città alla montagna su un’area di circa 22mila chilometri quadrati, in cui si sono svolte 224 sessioni sportive con 740 medaglie assegnate in circa 900 ore di competizione.
Per quanto riguarda gli atleti, le delegazioni sono state 93, con tre Paesi – Benin, Guinea Bissau ed Emirati Arabi Uniti – che per la prima volta hanno partecipato ai Giochi invernali. Sono stati 2.880 gli atleti, con una percentuale record del 47% di donne: sono stati accolti in tre Villaggi Olimpici, quelli di Milano, Cortina e Predazzo, cui si sono aggiunti undici hotel, per un totale di 5.560 posti letto predisposti per atleti, staff e accompagnatori che hanno approfittato anche di 1.200 sessioni di make up e 696 soluzioni ortopediche, scambiandosi 7mila ‘pin’, le celebri spillette da collezione.
A questi numeri si aggiungono 1,3 milioni di biglietti venduti, l’88% del totale, che mostrano “una risposta straordinaria da parte degli spettatori”, il commento della Fondazione Milano Cortina 2026.

In una Olimpiade italiana non possono mancare i riferimenti al cibo. E così, nei Villaggi che spesso e soprattutto sui social sono stati immortalati dagli atleti esperti di gusto, tutti pazzi per pasta, pizza, polenta e tiramisù. Senza dimenticare ravioli e pizzoccheri. Nei 164mila pasti dei Villaggi (cucine aperte 24 ore su 24) sono stati serviti 365 kg di pasta, 60 kg di grana padano, 8mila caffè e 12mila tranci di pizza, 10mila uova. Dalla Fondazione è stato illustrato un calcolo: “Se mettessimo uno in cima all’altro tutti i vassoi utilizzati- ha fatto sapere l’ad Andrea Varnier- faremmo una torre alta 60 km, circa 18 volte l’altezza delle Tofane”.

Poi c’è l’organizzazione. Lo staff era composto da 1.700 persone del comitato organizzatore ai quali si sono aggiunte 3.000 assunti temporanei. Un team composto per il 70% da under 40, provenienti da 62 nazioni in cui l’Italia ovviamente l’ha fatta da padrone con il 70%, ma una buona rappresentanza è arrivata anche dalla Francia (12%). Per quanto riguarda invece i volontari, sono 18mila tra Olimpiadi e Paralimpiadi su 130mila domande ricevute. Superato il gender balance degli atleti con il 51% delle volontarie donne e con il 48% del totale al di sotto dei 35 anni.
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