Mentre ci si prepara a celebrare l’8 marzo il governo Meloni vorrebbe mettere in atto la cancellazione delle consigliere di parità regionali e territoriali, per centralizzare tutte le funzione a Roma. “Uno schiaffo alle donne. Un ritorno al passato”, queste le parole di indignazione delle consigliere regionali Chiara Luisetto ed Elena Ostanel che hanno presentato una risoluzione urgente contro il decreto che recepisce le direttive UE 2024/1499 e 1500.

Il provvedimento del governo prevede all’articolo 7 l’abrogazione delle norme nazionali che oggi garantiscono la nomina di una consigliera o di un consigliere di parità in ogni Regione e Provincia. “Siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata e slegata dalla realtà — sottolineano la del Luisetto e Ostanel  di Avs-Chiudere i presidi territoriali per accentrare tutto in una struttura ministeriale a Roma significa allontanare le istituzioni dai problemi concreti delle cittadine. È pura illusione pensare che una donna in difficoltà lavorativa in un piccolo comune del Veneto possa trovare risposte efficaci inviando una semplice comunicazione a un ufficio romano”. Le consigliere evidenziano come la scelta di sopprimere gli articoli dal 12 al 20 del decreto legislativo 198/2006 introduca un modello centralizzato che rischia di dissolvere una dimensione territoriale costruita in vent’anni. La capillarità non è un elemento accessorio, ma il presupposto fondamentale affinché la tutela contro ogni forma di discriminazione sia effettiva, specialmente per le lavoratrici madri e per chi subisce discriminazioni nei contesti periferici o nelle aree interne-concludono- Attraverso la risoluzione presentata, si impegna la giunta regionale ad attivarsi con urgenza presso la presidenza del Consiglio e il ministero per le pari opportunità per esprimere la netta contrarietà del Veneto allo smantellamento di questa rete. Le consigliere di parità sono sentinelle fondamentali per il contrasto alle discriminazioni sul posto di lavoro e il loro ruolo nel monitoraggio e nel contenzioso lavoristico è insostituibile. Se davvero si vuole onorare l’8 marzo e la storia dell’emancipazione femminile, non si può procedere con tagli che colpiscono gli strumenti di tutela. Chiediamo un ripensamento immediato: la parità effettiva si costruisce con risorse e prossimità, non desertificando i territori e le competenze maturate in questi anni”.

di Redazione AltovicentinOnline

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