Sostenere le atlete anche nella maternità, senza costringerle a scegliere tra carriera e vita personale: è l’obiettivo su cui sta lavorando Regione Lombardia insieme al Coni regionale, con l’ipotesi di un fondo dedicato e strumenti concreti di accompagnamento. A spiegarlo è il sottosegretario regionale allo Sport e ai Giovani Federica Picchi (FdI), a margine di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia. “Il fondo maternità nasce anche dall’esperienza di Francesca Lollobrigida- spiega- una testimonianza bellissima ma che ha fatto emergere anche la fatica di rimettersi in gioco dopo la maternità”. Da qui la scelta di intervenire: “Ci siamo chiesti cosa potessimo fare di più come istituzione e come donne, e abbiamo deciso di lavorare con il Coni Lombardia a una misura concreta ed efficace“.
Il progetto è ancora in fase di definizione, con una commissione mista: “Stiamo costruendo uno strumento che non sia solo economico, ma che offra anche supporti reali per riprendere e proseguire l’attività sportiva”. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di sostegno alle diverse fasi della vita delle atlete. “La nostra volontà è seguire le sportive a 360 gradi, dalla maternità allo studio fino agli infortuni”, sottolinea Picchi, citando anche il lavoro avviato con università e centri sportivi universitari lombardi per sviluppare percorsi “dual career” con incentivi economici.

“NEI GIOCHI OLIMPICI TG AL 58% SU DONNE, NELLA ROUTINE 75% NEWS MASCHI”

I grandi eventi allargano lo sguardo, la quotidianità lo restringe. È questo il quadro che emerge dalla ricerca ‘Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026’, presentata oggi in Regione Lombardia da Fondazione Bracco e Comitato olimpico internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026 e realizzata dall’Osservatorio di Pavia. Durante i Giochi invernali di Milano Cortina le atlete hanno ottenuto il 58% della visibilità nei telegiornali italiani, contro il 42% degli uomini, in un contesto in cui il Team Italia ha visto una partecipazione femminile del 47% e risultati sportivi di primo piano.

“Il talento femminile non è episodico, ma strutturale e merita di essere narrato oltre i picchi mediatici legati all’evento”, sottolinea il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, evidenziando la necessità di una narrazione continuativa. Il report, però, invita a non confondere visibilità e cambiamento strutturale: se durante i Giochi il linguaggio risulta nel 95% dei casi non sessista e nell’84% correttamente declinato, nel 16% delle notizie persistono stereotipi, che colpiscono soprattutto le donne, e soprattutto resta il divario nelle voci autorevoli, con il 69% degli esperti e il 67% dei portavoce uomini. “Le Olimpiadi hanno dimostrato che lo sport italiano ha fatto passi avanti, ora la sfida è costruire una narrazione ancora più equa“, osserva il sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani Federica Picchi.

Il limite emerge con più forza fuori dai grandi eventi: tra ottobre 2024 e settembre 2025 i telegiornali italiani hanno trasmesso 2.706 notizie sportive, il 75% dedicate allo sport maschile, solo il 13% a quello femminile e il 12% a contesti misti. A dominare è il calcio, che vale da solo il 40% delle notizie, ma appena il 2% riguarda il calcio femminile.

Anche il capitolo paralimpico conferma uno squilibrio: a fronte di una qualità del racconto elevata, con linguaggio inclusivo nel 96% dei casi, lo spazio resta ridotto e le donne si fermano al 14% delle presenze nelle notizie. Il dato finale è abbastanza chiaro: Milano Cortina 2026 segna un avanzamento nella visibilità delle atlete e nella qualità del racconto, ma non basta a cambiare in modo strutturale il sistema mediatico, con le donne ancora marginali quando si esce dalla cornice dei grandi eventi.
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