Tempi duri per i ‘leoni da tastiera’ che, ben nascosti dietro a un nick name o a nomi farlocchi, vomitano veleno, insulti e maldicenze.

E’ arrivato il primo risarcimento chiesto, e ottenuto tramite i suoi avvocati, per la sindaca Silvia Salis che ha cominciato a sporgere querele contro chi, privo di qualsiasi argomento sostanziale, attacca la sindaca con insulti e volgarità.

“Chi mi ha dato della p*****a sui social alla fine pagherà. In questi giorni abbiamo definito il risarcimento di 5.000 euro della prima delle tante querele contro chi ha usato parole violente e degradanti nei miei confronti sui social media. È l’ora di far capire un messaggio molto chiaro: chi diffonde odio sui social deve essere punito. L’odio va trasformato in bene” ha detto Salis. L’insulto specifico era arrivato nei giorni in cui l’amministrazione comunale lanciava la sperimentazione dell’educazione sessuo-affettiva negli asili. E quell’insulto non fu isolato.

E visto che ci sono altre denunce, ci saranno altri centri antiviolenza finanziati. Intanto il centro Mascherona ringrazia Salis: “Un gesto che va oltre il valore economico e assume un significato potente: trasformare l’odio in sostegno, la violenza delle parole in un aiuto concreto per le donne che ogni giorno trovano in noi un luogo di ascolto, protezione e rinascita”.

Ansa

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