Santorso. Ospedale. Questa è una di quelle storie che raramente finiscono sul giornale. Accade quando tutto va bene e tutto funziona. A raccontarla è una nostra lettrice, che alla nostra redazione ha inviato una email che subito ci ha colpiti. “Quando capita, è un peccato non dirlo”. Inizia così il suo racconto.
L., la lettrice, alle prime settimane di gravidanza, ha dovuto rivolgersi al pronto soccorso dell’Ospedale Alto Vicentino. “Avevo sintomi che mi destavano preoccupazione”. Si reca quindi al pronto soccorso di Santorso e, secondo le regole, doveva passare dal triage del pronto soccorso generale prima di essere indirizzata al reparto ostetrico.
Racconta ancora “sono arrivata, ho suonato il campanello della guardia notturna. Un’infermiera mi ha aperto subito. Nemmeno il tempo di togliere il giubbino e la dottoressa mi chiamava già”. Controlli. Tutti. Precisi. Attenti. In meno di 20 minuti era di nuovo a casa.
“Mi sento di segnalarlo in quanto, in un’epoca dove le file al pronto soccorso sono infinite, così come i tempi d’attesa, e così come le polemiche” aggiunge ancora la nostra lettrice: ” a volte è giusto premiare il lavoro di medici, infermieri e personale che fanno turni di lavoro davvero estenuanti. E il più delle volte sono impegnati con pazienti scontrosi e spazientiti”.
Una storia che racconta, e ricorda, di chi spesso lavora nell’ombra, con dedizione e professionalità. Che fanno la differenza. Anche in venti minuti.
di Redazione AltovicentinOnline
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