di Federico Piazza
Capo cantiere a 25 anni per Costruzioni Buzzaccaro di Schio. Marco Piva ha sempre avuto fin da ragazzino le idee chiare su cosa volesse fare da grande: costruire edifici. Il mondo dell’edilizia lo ha del resto respirato fin da bambino, visto che suo nonno era un impresario. Così, partendo da Monte di Malo, a 14 anni si è iscritto alla Scuola Costruzioni “Andrea Palladio” di Vicenza, che oggi fa parte della rete nazionale di oltre 100 centri Formedil, ente bilaterale di formazione collegato a Cassa Edile e gestito dall’associazione delle imprese Ance e dalle sigle sindacali di settore Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Vale a dire, l’unica scuola tecnico-professionale per l’edilizia in provincia di Vicenza. E dopo quattro anni di studio, tirocini in azienda e alternanza scuola-lavoro, Piva ha conseguito il diploma di tecnico edile. Subito assunto dalla Buzzaccaro, è rapidamente salito al terzo livello di inquadramento contrattuale e oggi ricopre la qualifica di preposto a capo cantiere.
Il giovane racconta il suo percorso: «La passione per l’edilizia l’ho sempre avuta: l’alternativa per me sarebbe stata fare il geometra, ma ho sempre preferito la pratica alla teoria. Per me è una grande soddisfazione creare materialmente qualcosa partendo da zero e vedere le opere realizzate. Inoltre questo è un lavoro che tiene sempre attivi mentalmente e fisicamente: serve fantasia, perché ogni cantiere è diverso e c’è sempre da imparare. Ho trovato la mia strada: ora dirigo squadre di lavoro in siti di costruzioni civili e industriali, il che implica la responsabilità di gestire altre persone e la sicurezza». Piva ringrazia la formazione ricevuta della Scuola Palladio: «Sono importanti le materie relative alla sicurezza su cui ogni anno ci sono aggiornamenti e miglioramenti, la lettura dei disegni tecnici, i laboratori in cui si fa pratica manuale, i corsi per l’utilizzo di strumenti e macchine di vario tipo». Nei prossimi anni il giovane capo cantiere si vede impegnato in progetti sempre più grandi e complessi ed è convinto che l’edilizia vedrà cambiamenti sia a livello progettuale che di modalità costruttive. Il suo è un entusiasmo palpabile. Però i ragazzi che come Piva si formano in ambito edile sono pochi. Molti meno dell’esigenza delle aziende. Ance Veneto stima un fabbisogno regionale nelle costruzioni di 10mila assunzioni all’anno dal 2026 al 2028. E la provincia di Vicenza è tra le più dinamiche, anche per effetto dei cantieri dell’Alta Velocità.
La Scuola Palladio conta oggi una sessantina di studenti tra il triennio, che sforna non più di 15-20 operatori edili all’anno, e il quarto anno per il diploma tecnico. Pochissimi sono in particolare gli iscritti provenienti dall’Alto Vicentino. «Il nostro territorio una volta era una fucina di lavoratori per questo settore, ma non è più così da parecchio tempo», osserva Marco Larese, titolare di Costruzioni Buzzaccaro e presidente della Scuola Palladio. «Scontiamo non solo un problema demografico, ma anche culturale. Ci sono genitori dell’Alto Vicentino che dicono di preferire che i loro figli frequentino scuole più vicine senza dover prendere i mezzi pubblici per andare a Vicenza. Ma se il problema è questo, la Scuola è disponibile a offrire un servizio di pullmino andata e ritorno per Schio e Thiene». Larese testimonia che la domanda di personale delle aziende edili è alta. Serve un ricambio generazionale per i molti addetti che vanno in pensione, mentre sta calando pure il numero di lavoratori stranieri specializzati dell’Est Europa. «Praticamente le imprese si rubano i ragazzi della Scuola già quando stanno facendo i tirocini. Alcune li assumono subito con contratti di primo livello anziché come apprendisti. In pochi anni possono arrivare al terzo e quarto livello e diventare capi cantiere». Ma il contratto collettivo di lavoro nazionale dell’edilizia è allettante dal punto di vista economico per i nuovi assunti? «L’inquadramento di primo livello prevede una retribuzione oraria lorda di 10,36 euro, pari a circa 1657 euro al mese per 160 ore lavorate», illustra Mauro Imperato, sindacalista di Fenal Uil Vicenza e vice presidente della Scuola Palladio. «Tolte le tasse e senza calcolare le detrazioni, sono circa 1300 euro netti per 14 mensilità, che con il premio Ape di anzianità professionale edile diventano 15 nel giro di tre anni». Il lordo base orario sale a 11,63 euro per il secondo livello, a 12,57 euro per il terzo, a 13,31 euro per il quarto. «Quello dell’edilizia è un buon contratto – osserva il sindacalista – ma molti giovani preferiscono lavorare in
fabbrica, per esempio nella metalmeccanica, perché è considerata un’attività meno dura». Sullo scotto d’immagine stereotipata del muratore che l’edilizia paga insiste Giovanni Zampieri, direttore di Formedil – Scuola Costruzioni “Andrea Palladio” di Vicenza e di Formedil Verona – Scuola Edile: «Purtroppo il nostro settore soffre anche del basso riconoscimento generale nei confronti dell’istruzione professionale, che viene spesso considerata un percorso di serie B. Il problema è a livello di orientamento alle scuole medie e di aspettative delle famiglie. Serve un cambio culturale, una riscoperta delle competenze pratiche».
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