RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE da Giovanni Novello, sindacato Cub
Il Comune di Schio per garantire la”serenità” dei propri cittadini appalta a società private il servizio di “vigilanza” dei quartieri della città. Quindi con i soldi dei contribuenti si affidano servizi che per loro natura devono rimanere pubblici a società che vincono appalti al massimo ribasso ricavando guadagni dalla compressione dei salari e dei diritti dei propri dipendenti. Non è un caso che tra i meno pagati nel mondo del lavoro ci sono proprio i lavoratori dei servizi di vigilanza privata.
Vale la pena di ricordare che i vigilantes in nessun caso possono intervenire se non assistiti e affiancati da agenti o ufficiali di polizia giudiziaria (ruolo proprio dei corpi di polizia statali o locali in particolari occasioni) e non hanno nessuna competenza in fatti che vanno a turbare l’ordine e la sicurezza pubblica.
Anche nel capoluogo Berico  in passato fu intrapresa analoga iniziativa ma non ottenne alcun risultato tangibile e utile per i cittadini.
Sarebbe sicuramente più utile che il sindaco di Schio, magari assieme a tutti i sindaci della provincia di Vicenza, chiedesse al Prefetto di Vicenza un rinforzo degli organici delle forze dell’ordine statali, peraltro ben distribuite in territorio scledense oppure avviare un progetto di assunzione di nuovi agenti nel consorzio di polizia locale Alto vicentino di Schio magari adibiti alla gestione di una sicurezza urbana integrata nel centro di Schio. E’ aberrante che si spendano soldi pubblici per affidare la sicurezza ad operatori mal pagati per funzioni che non possono svolgere e per le quali non hanno nessuna competenza.

Giovanni Novello, CUB Vicenza

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