“Garofano faceva queste cose soprattutto per esposizione mediatica“. A dirlo, davanti ai pm della Procura di Pavia che hanno scavato nelle vecchie indagini sull’omicidio di Garlasco facendo emergere scenari inquietanti, è stato il colonnello Marco Pizzamiglio, che nel 2007 era il vice di Luciano Garofano al Ris di Parma. Gli inquirenti, all’inizio di settembre, hanno sentito lui ma anche Alberto Marino, allora capitano e consulente della Procura sulle analisi genetiche nelle indagini su Garlasco. Tutti lavoravano nel Ris di Parma e hanno avuto un ruolo nell’indagine sulla morte di Chiara Poggi e Marino fu proprio il protagonista di questi due test – di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni – sul materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Test che hanno avuto esito negativo, dopo una prima prova che aveva fatto emergere il risultato clamoroso che ‘posizionava’ il sangue di Chiara sui pedali. Il test positivo fu fatto il 19 settembre 2007, i due controlli risultati negativi il 20. Ma di queste due ulteriori prove non arrivò nessuna informazione in Procura. Perchè quei controlli furono fatti? “Uno sciocco eccesso di zelo“, dice a distanza di 19 anni Marino. Ma esclude malafede o l’intenzione di insabbiare quei dati per evitare di scagionare Alberto Stasi: “Se avessimo voluto avremmo cancellato“. E perchè non investigare ulteriormente visto l’esito negativo? “Se non c’è nessun dato ci siamo fermati”.

Marino, che oggi è colonnello, ha sostenuto che qualunque passaggio nelle indagini venisse comunicato al comandante Luciano Garofano. “Informavo la scala gerarchica“, dice, “presumo di averglielo detto”, escludendo che l’ex comandante del Ris possa non aver saputo di quei due test di controllo risultati negativi. E perchè non informare direttamente la Procura? “Perché i rapporti li teneva il colonnello Garofano“, ha risposto.
Su questo punto (e anche su altri) il generale Garofano, sentito in Procura pochi giorni fa, ha invece pronunciato più volte la frase “Non ricordo“.

“GAROFANO VOLEVA FARE IL CONSULENTE MA NON AVEVA ESPERIENZA”

Pizzamiglio era l’unico al lavoro il 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi fu uccisa . Fu lui che andò a fare il primo sopralluogo nella villetta di via Poggi a Garlasco. “Garofano era in vacanza in Brasile. C’era poco personale. Quando siamo arrivati c’era tantissimo sangue ma non abbiamo potuto fare subito il sopralluogo perché non eravamo attrezzati”. Fu Pizzamiglio a segnalare il nome di Marino alla Procura come consulente. Ma questo a Garofano non è piaciuto. Tornato dal Brasile, ha raccontato il militare, “ha voluto disfare tutta questa cosa qua… ha riorganizzato… Ma lui lo faceva sempre, ogni volta che tornava doveva far vedere che era lui il comandante e quindi doveva far vedere che lui lo faceva meglio. So che è venuto (a Garlasco, ndr) a fare un altro sopralluogo, ma non so se l’aveva concordato con la pm…”. E ancora: “Garofano non voleva che Marino e Mattei facessero i consulenti. Credo perché lo volesse fare lui, però… mentre Marino ha un’eccellente esperienza pratica, Garofano non ce l’ha, non ce l’ha mai avuta. È un eccellente, diciamo, coordinatore… ma l’esperienza pratica non ce l’ha”.

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