a cura di Nicola Perrone

Mentre Israele continua ad ammazzare migliaia di civili in Libano e i capi del regime in Iran, il presidente degli Stati Uniti già pensa alla prossima guerra, al prossimo nemico da massacrare, come ama dire. In mezzo ci siamo noi, Italia e paesi europei, costretti a rincorrere la ‘trumpata’ quotidiana, cercando di mettere una pezza qui e lì per non pagare comunque anche noi un conto salato. Un conto che stiamo già pagando con gli aumenti che già si registrano e pesano sulle tasche di tutti noi comuni mortali.

Qualche dubbio è lecito, proprio perché in passato abbiamo visto che cosa accade a seguire le menzogne del potente di turno senza metterle in discussione. Guerre che dovevano durare pochi giorni e che alla fine sono durate decenni, alla fine decimando solo i poveri cristi del popolo. Ora la menzogna di Trump e del suo staff di governo vacilla, si aprono crepe. Il capo dell’ antiterrorismo americano ha sbattuto la porta e se n’è andato. Non ce la faceva più a giustificare le bugie di Trump e dei suoi uomini. Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, tra le principali agenzie americane per la lotta al terrorismo, ha spiegato di non poter “in coscienza” sostenere la guerra dell’amministrazione di Trump. Kent ha messo nero su bianco sui social che l’Iran “non rappresentava alcuna minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. Questo è quanto accade nell’America di oggi.

E già Troisi aveva capito perchè gli americani fanno le guerre…

Ma mentre qui da noi si cerca di capire, Trump già pensa ad altro, già devia il discorso e sposta l’attenzione. Stavolta ha puntato Cuba e non ha nascosto la volontà di metterci mano, “di fare ciò che vuole” di quel paese ha detto senza un minimo di imbarazzo ai giornalisti. Cuba in questi ultimi anni è in grande difficoltà, senza gli aiuti che arrivavano da Russia, Venezuela e altri paesi amici oggi il popolo vive per molte ore al giorno senza elettricità, senza servizi pubblici essenziali. E Trump già pensa di sfruttare questo malcontento e di trasformarlo in rivolta. E magari vorrà pure dare una mano ai rivoltosi con qualche missile ben indirizzato. Possiamo pure pensare che Trump sia affetto da una qualche patologia psichica, ma il problema è che attorno a Trump si muove comunque una precisa strategia politica. Si punta a svuotare il sistema democratico, a rendere evidenti i problemi che sorgono quando bisogna rispettare i diritti e le regole di tutti e non solo di qualcuno, e così spingere alla semplificazione, a rendere il processo decisionale più diretto e personale. L’uomo forte che decide per tutti con l’aiuto di un dio fatto a propria misura e consumo.

Nubi nere all’orizzonte ma noi rimaniamo comunque positivi, ottimisti. Anche nel passato ci sono stati momenti tragici, che sembravano senza fine. Ma sono comunque terminati e da quel momento l’umanità vera e semplice ha avuto la forza di fare passi in avanti, di svoltare mettendosi alle spalle le violenze patite. In questo noi crediamo e speriamo.
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