I genitori della famiglia che viveva nel bosco di Palmoli hanno deciso di trasferirsi temporaneamente in un immobile offerto da un privato, per risolvere le criticità igienico-sanitarie segnalate. Lo precisano i loro legali, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che hanno presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’allontanamento dei tre figli. Nel comunicato si sottolinea che non si tratta di un passo indietro, ma di un passo avanti che permetterà alla famiglia di continuare a vivere secondo il proprio credo e il proprio stile di vita. I legali denunciano inoltre che la vicenda sarebbe stata, a tratti, oggetto di strumentalizzazioni.

Intanto, stanno avendo gli onori della cronaca nazionale le dichiarazioni di Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico, presidente della Società meteorologica italiana, che ha raccontato la sua esperienza nel libro “Salire in montagna” . “Questo è il racconto di una migrazione verticale – si legge – con i suoi successi e i suoi ostacoli, per fuggire il riscaldamento globale che rende sempre più roventi le estati nelle città. Per salvarci dall’emergenza climatica e ridare spazio alla contemplazione di ciò che resta della natura”. Domanda: la scelta di Mercalli può essere paragonata a quella della  famiglia del bosco con i loro tre figli piccoli? “Si può fare la scelta di vivere in un contesto isolato, in maniera sostenibile. Ma non in un Paese con una struttura sociale complessa come l’Italia”, risponde Mercalli in un’intervista a Vita“Non siamo in contesti selvaggi come l’Alaska, la Siberia o la foresta tropicale: “nel nostro Paese non si può pensare di evitare la dimensione della comunità. Da noi c’è la scuola, ci sono le tasse da pagare; ci sono degli obblighi da rispettare se decidi di abitare qua. Ciascuno è libero di fare come vuole, non sono contrario al fatto che qualcuno voglia fare l’ecologia eremitica – chiamiamola così –, però lo deve fare in un luogo in cui c’è una componente di ‘selvatico’ che nel nostro Paese non c’è da nessuna parte”.

 

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