Nel 2025 ci sono stati 8.032 interventi di soccorso in montagna. A più frequentatori corrispondono infatti (anche) più attività e più rischi, quindi anche il bisogno di fare più prevenzione. Il che vale anche per le stagioni fredde e così domani, domenica 18 gennaio, torna “Sicuri in montagna d’inverno”, giornata nazionale dedicata alla prevenzione promossa dal Cai-Club alpino italiano e dal Soccorso alpino e Speleologico. E siccome in montagna c’è anche un ‘di più’ di uso di tecnologie, quest’anno si parlerà anche di utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali. Sempre più persone pianificano le uscite con app, social e intelligenza artificiale perché sono utili ma, dicono gli esperti del soccorso alpino, “non possono sostituire esperienza, preparazione e valutazione delle condizioni reali”. La giornata di domenica vedrà dunque diverse iniziative in tante regioni durante le quali sarà distribuita una card con informazioni essenziali per la sicurezza, numeri di emergenza e indicazioni operative da seguire in caso di incidente. Le card sono una delle novità dell’edizione 2026: in formato tascabile, pensate per essere conservate nel portafoglio e con indicazioni essenziali per la sicurezza in montagna. In programma ci sono oltre 30 appuntamenti in altrettante località alpine e appenniniche in tutta Italia; l’elenco è in aggiornamento sul sito sicurinmontagna.it): tra le attività, escursioni, stand informativi, presidi lungo i sentieri, esercitazioni di soccorso e auto-soccorso.

L’iniziativa, che nel 2026 giunge alla 26esima edizione, conferma il nome adottato lo scorso anno, “Sicuri in montagna d’inverno”, per “rappresentare la crescente varietà di attività praticate nella stagione fredda e l’evoluzione delle criticità legate alle mutate condizioni ambientali”. L’attenzione verrà quindi messa sull’importanza e la capacità di valutare le condizioni della neve collegate al meteo, la gestione del freddo e dell’ipotermia, sulle scivolate su neve e ghiaccio, sugli incidenti su cascate di ghiaccio e al rischio valanghe con le tecniche di autosoccorso. “Parlare di prevenzione rimane fondamentale anche in località caratterizzate da innevamenti irregolari o inferiori alla media: la scarsità di neve non elimina il rischio, anzi rende più frequenti superfici dure e insidiose, aumentando l’esposizione a incidenti da scivolata”, avvisano il Cai e il Soccorso alpino. Questa stagione invernale “ci dimostra, ancora una volta, innevamenti irregolari lontani dalle nostre aspettative, tanto che la neve la si va a cercare dove c’è. Questa smania, a volte, è difficile da controllare e rischia di offuscare l’indispensabile valutazione preventiva dei pericoli oggettivi e dei rischi sostenibili per effettuare un’escursione in ragionevole sicurezza”, analizza Elio Guastalli, responsabile del progetto “Sicuri in montagna”. E oltre al problema legato alle valanghe “c’è molto altro che preoccupa: noi vogliamo tenere alta l’attenzione anche per gli incidenti su cascate di ghiaccio, per i problemi legati all’ipotermia, per le scivolate su terreno ghiacciato perché, in base agli interventi di soccorso, queste casistiche sono paradossalmente più preoccupanti delle valanghe”.

Guastalli aggiunge anche una constatazione sull’informazione “che spesso non è qualificata: soprattutto i giovani cercano notizie sui social o interrogano l’intelligenza artificiale. Frugando nel web non è difficile verificare che molte volte le salite di un certo impegno alpinistico vengono declassate a banali gite e i consigli che propone l’Ia non sempre sono così intelligenti”, avvisa Guastalli. Gli strumenti digitali -dai social alle app di navigazione outdoor, fino all’intelligenza artificiale- utilizzati per programmare le uscite, pur rappresentando un supporto utile, “spesso propongono itinerari non adeguati al livello dell’escursionista o non tengono conto delle condizioni invernali reali, della stagionalità e delle tempistiche sostenibili. La sicurezza rimane invece strettamente legata alla preparazione personale, alla capacità di valutare le proprie competenze, alla conoscenza dei pericoli specifici dell’inverno e all’equipaggiamento adeguato”, raccomandano infine da “Sicuri in montagna”

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