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Thiene-Schio. Il volontariato per i ‘pelosi’ è tutto rosa

Non importa che siano casalinghe, pensionate, lavoratrici, single o con famiglia, giovani o meno giovani, che si conoscano tra di loro o no. L’amore per gli animali è il sentimento che le accomuna, e hanno deciso di ritagliarsi una parte della giornata per accudire cani e gatti abbandonati e maltrattati. E spesso in situazioni di emergenza, senza orari né preavvisi.

Solo le volontarie dell’Anpa, l’associazione con sede a Thiene che da anni si occupa di ridare una vita dignitosa agli animali sfortunati, e che anno dopo anno si sta allargando in tutto il Veneto, con adozioni e recuperi che arrivano fino a Venezia. Grazie al passaparola ed alla rete di conoscenze che queste donne sono riuscite a creare negli anni per il bene dei loro amici a 4 zampe. E non si vergognano di chiamare in causa il loro istinto materno definendoli ‘come dei figli’.

Su 200 iscritti che conta l’associazione, infatti, oltre l’80% è donna, e se si isolano i membri attivi nel raccogliere a ospitare gli animali in attesa di una adozione, circa una trentina, la percentuale sfiora il 100%. Grazie a loro sta per nascere anche un nuovo programma di ‘pet terapy’ a domicilio, che sarà dedicato soprattutto agli anziani, in collaborazione con altre associazioni e con il distretto sanitario.

‘Le nostre volontarie – spiega Laura Carnevali, segretaria dell’Anpa – sono per la maggior parte lavoratrici, ma appena c’è una emergenza qualcuna arriva subito, sono disponibili praticamente 24 ore al giorno. E’ un sacrificio, certo, ma la soddisfazione di vedere un animale adottato o in affido è impagabile. In soli 6 mesi siamo riusciti a far adottare 65 cani e 100 gatti’.

Tra il calo delle donazioni, le difficoltà a gestire le sterilizzazioni nelle colonie feline, il carico sempre più pesante sulle spalle dei volontari che questo tipo di associazione deve sobbarcarsi, viene a galla un lavoro che non è solo a beneficio degli animali, ma anche delle famiglie che li ospitano.

‘Non mi vergogno di dire che spesso dobbiamo essere anche psicologhe – continua Laura – perché la nostra azione non si limita a trovare una casa per l’animale, ma lo seguiamo nel tempo, diamo una mano alle famiglie che non riescono a mantenere economicamente un animale ma non possono stare senza il loro amico, facciamo il possibile per sensibilizzare la gente sul mondo animale, trovare l’animale adatto a loro. Siamo sempre pronte a ritirare il cane o il gatto che per qualche ragione non possono più tenere. A conti fatti, la raccolta e consegna dell’animale è la parte minore’.

Ma la difesa per gli animali passa anche per un miglioramento della legge in vigore, e questo è un tasto sul quale le volontarie battono da anni. ‘Tra le altre cose la legge attuale è da ritoccare – ha detto Giada, volontaria di Breganze – per quanto riguarda i cani microcippati rifiutati dal padrone, che diventano a carico esclusivamente delle associazioni e relativamente alla denuncia in caso di morte dei cani. Spesso basta una semplice notifica, nessuno saprà mai che magari il padrone ha ucciso l’animale per levarselo di torno, come è capitato più volte’.

Ed infine viene da chiedersi: ed i maschi dove sono? ‘Ci sono, ci sono – sorride Laura – e nonostante quello che potrebbe pensare la gente devo dire che sono veramente tosti. Conoscono le leggi e sono determinati. Direi che i nostri volontari maschi hanno veramente una marcia in più’.

Marta Boriero