A Dueville la comunità si è raccolta per ricordare l’agente scelto della Polizia di Stato Alessandro Fui, caduto nell’adempimento del dovere a soli 27 anni, quarant’anni fa. Una cerimonia, nel ricordo di un servitore dello Stato caduto in servizio, celebrata del cappellano della Polizia di Stato don Giampietro Paoli, si è svolta alla presenza del questore di Vicenza Francesco Zerilli, dei familiari dell’Ag. Sc. FUI, delle autorità civili e militari e delle Associazioni Nazionale Polizia di Stato di Vicenza e di Bassano del Grappa.
Quarant’anni fa
Cinque rapinatori si introdussero in un’azienda orafa di Sandrigo. Era la notte tra il 16 e il 17 febbraio. Presero in ostaggio il custode e i suoi familiari. Rimasero lì, nascosti, aspettando il proprietario. Quando arrivò, al mattino, fu fatto prigioniero e sotto minaccia costretto ad aprire i forzieri. Un piano perfetto, freddo. Ma ad incrinarlo una volante. Arrivata proprio mentre i banditi stavano caricando il bottino. Partì una sparatoria, uno dei malviventi venne ferito.
Cominciò la fuga, finita al casello autostradale di Dueville. Una seconda volante intercettò le auto in corsa. A bordo c’era anche Alessandro Fui. Aveva 27 anni. Una divisa addosso. Una famiglia a casa. I banditi aprirono ancora il fuoco. Un proiettile colpì mortalmente Fui. Morì così, nel compimento del proprio dovere e oggi, in via Astichelli a Dueville, non è stato ricordato solamente un fatto di sangue. E’ stata ricordata una scelta, mettendo la propria vita a rischio.
di Redazione AltovicentinOnline
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