Mancano poche ore al corteo per la sicurezza che si terrà a Thiene sabato 24 gennaio. Una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole portare in piazza le preoccupazioni di una parte della cittadinanza, commercianti compresi come riferiscono, sul tema dell’ordine pubblico e della vivibilità urbana. Di quella percezione di sicurezza che lamentano, al contrario del sindaco Michelusi. Altra voce critica su questa iniziava ancora Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale in città, che da ‘thienese e cittadino’ ha annunciato la possibilità di partecipare al corteo per metterne in luce quelle che definisce contraddizioni di fondo.
“Magari vengo vestito da ‘maranza’, così ci riconosciamo subito”. Inizia così Kaabouri, che aggiunge: “non per provocare, ma per giocare con una delle tante etichette che appiccichiamo ai giovani e magari, tutti insieme, iniziare a decostruirle. Perché le etichette semplificano, dividono e spesso non spiegano nulla. Magari scendo in piazza per capire come una persona che organizza una manifestazione sulla sicurezza e segue il gruppo Riconquista di Vicenza che si definisce una realtà di politica identitaria e rivendica l’idea di ‘rimandare a casa’ gli immigrati possa spiegarmi in pubblico il suo punto di vista, considerando che per loro io sono un immigrato”. Al centro dell’intervento di Kaabouri c’è una concezione inclusiva del tema sicurezza che, spiega, “riguarda tutte e tutti. E non si costruisce da soli, né contro qualcuno. Si costruisce insieme, riconoscendo che le paure esistono, ma anche che non possono diventare muri. E allora perché no? Perché non invitare tutta la comunità migrante a essere in piazza: tunisini, marocchini, bengalesi, persone di ogni origine. Anche voi siete thienesi. Anche noi lo siamo. Se davvero, come dite, è una manifestazione di cittadini, allora vale la pena ricordarlo fino in fondo: Thiene è fatta di tante comunità, di storie diverse, di accenti diversi. Chiamarle tutte a partecipare non è una concessione, è coerenza”. Ma non solo. Kaabouri torna anche sul “messaggio all’interno di gruppi neofascisti merita che una riflessione pubblica. Li ringrazio davvero, perché rende tutto più chiaro: mette nero su bianco ciò che spesso si tenta di mascherare con parole come ‘sicurezza’, ‘patria’, ‘identità’. Qui non c’è alcuna analisi, alcuna preoccupazione reale per il bene comune. C’è solo la solita, stanca operazione di capro espiatorio: “maranza, spacciatori e islamisti” buttati nello stesso calderone, come se fossero un’unica minaccia indistinta, utile solo a spaventare e a semplificare. Una narrazione pigra, che parla alla pancia e non alla realtà, e che soprattutto assolve chi governa, chi amministra, chi ha davvero responsabilità politiche e sociali”, aggiungendo: “Domani forse ci vediamo in piazza.Non per lo scontro che cercate, ma per continuare a stare dalla parte opposta alla vostra idea di società: una società chiusa, impaurita, che ha bisogno di odiare per sentirsi esistere”.
Non è la prima volta che Kaabouri interviene sul corteo per la sicurezza. Un confronto che, già in precedenza, aveva spinto gli organizzatori a replicare: “sono uno degli organizzatori-aveva scritto pubblicamente Marco Crivelletto, in un commento sulla pagina Facebook di AltovicentinOnline-Sono molto dispiaciuto visto tutto l’impegno che ci sto mettendo per organizzare questa manifestazione molto sentita a Thiene e vedere che viene strumentalizzata e politicizzata così giusto per far passare in cattiva luce il corteo mi fa stare davvero male”. Crivelletto aveva respinto con decisione ogni accostamento all’estrema destra: “non c’entra assolutamente niente. La manifestazione è organizzata da cittadini, con l’aiuto di alcuni commercianti”. Ma non solo. Crivelletto e il gruppo ‘cittadini per la sicurezza a Thiene’ ribaltano l’accusa di estremismo, “è di chi coccola il disordine. È paradossale infatti subire accuse di estremismo da chi, come il consigliere Kaabouri, gravita nell’orbita di centri sociali, sigle pro-Pal e collettivi della sinistra radicale che in tutta Italia si distinguono per un unico “merito”: sfasciare città, imbrattare monumenti e aggredire i servitori dello Stato.

Dati, percezioni e una città divisa
Quello della sicurezza, e soprattutto della sua percezione, resta un tema che a Thiene divide. Ad accendere ulteriormente il confronto sono state anche le parole del sindaco Michelusi, che sul corteo ha espresso critiche nette: “Thiene è una città sicura” barricandosi sui dati forniti dalla Prefettura. I furti restano stabili (da 86 a 89 tra 2024 e 2025), le rapine diminuiscono drasticamente (da 20 a 6) e i casi di spaccio calano (da 8 a 7). Numeri che, per il primo cittadino, raccontano una città tranquilla, almeno per quanto riguarda i reati denunciati. Resta, e resterà, ignoto il dato di chi non denuncia. Michelusi, quindi, respinge l’idea che Thiene venga dipinta come un luogo insicuro e critica chi alimenta paure senza basi oggettive, ribadendo che la sicurezza non si costruisce sulle percezioni, ma su dati, lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e politiche concrete.
Una piazza, quella di sabato, che sembra promettere non solo di parlare di sicurezza, ma di mostrare tutte le fratture, e le domande, che attraversano la città.
P.V.
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