La storia di Matteo Munari, 28 anni, thienese che si è fatto valere in Cina, è quella di un ragazzo ‘rifiutato’ dalla sua terra. Un ragazzo che nonostante un curriculum di studi rilevante non si è dato per vinto quando si è interfacciato con le realtà imprenditoriali di un Veneto e di un’Italia che nemmeno risponde ai curricula e si è messo in gioco cercando opportunità di lavoro altrove. Adesso a Shanghai è un Business Developer e Brand Consultant, e proprio li ha trovato quello che per mesi gli è stato negato in Veneto dove ha bussato alle porte di tanti imprenditori, che hanno lasciato andare un talento nostrano per ‘cederlo’ a chi non ha esitato ad accaparrarselo.

matteo1Matteo come te la stai cavando nella lontanissima Cina?

Alla fine mi sono adattato nonostante il clima sempre umido e piovoso di Shanghai, e dei ritmi decisamente diversi dai nostri. Lì vanno tutti di corsa e tutto ruota attorno al denaro. Ci  si sposa persino per soldi perchè le ragazze prima di prendere in considerazione la proposta di matrimonio di un uomo, ne valutano i redditi . Nonostante questo, i cinesi sono persone che i talenti occidentali sanno valorizzarli, investendo sulla loro formazione.

Invece gli italiani?

Beh, avrei preferito rimanere nella mia terra, ma nonostante una laurea in lingue (Inglese e Cinese), un master a Pechino ed una vita fatta di studi, nessuno mi ha dato opportunità di lavoro in Veneto, in Italia o in Europa, dove sembra tutto ancora vecchio e c’è poco spazio per noi giovani. Gli imprenditori si lamentano, si autocommiserano, ma non vogliono adeguarsi ai tempi moderni, non sanno essere competitivi e all’avanguardia. Basta guardare i loro siti internet, che spesso e volentieri non rappresentano un buon biglietto da visita per chi navigandoci, cerca di comprendere il valore professionale. Avrò mandato decine e decine di curriculum, nemmeno ti rispondono e se lo fanno, è solo dopo tanto, troppo tempo. Molte aziende purtroppo hanno smesso di assumere giovani neo diplomati/laureati e formarli. Oggi vogliono tutti la pappa pronta e cercano solo figure con esperienza riguardante il loro settore.

Comprendo pienamente la situazione economica attuale italiana, ma purtroppo si è persa quell’avanguardia che aveva reso il made in Italy famoso nel mondo.

matteo3In Cina invece?

Tutto un altro mondo. I cinesi che abitano in Cina non sono quelli che vivono da noi. In Cina figure molto richieste sono ingegneri e architetti. E’ possibile avere la propria azienda, ma se non erro dev’essere intestata ad un cinese. Il lavoro li può essere molto ben pagato e offrire molti più benefits di quanti ne possa offrire una normale azienda in Italia.

Matteo, raccontami della Cina, di come si vive in generale lì…

Beh, la cosa che mi ha fatto impressione subito è stato quel senso di sicurezza che qui da noi non abbiamo. Lì la gente ha paura della giustizia. Magari non rispetta le regole stradali, ma c’è una paura matta del carcere. Le pene sono severe e la sicurezza è garantita. Puoi camminare per strada all’una di notte senza temere aggressioni.

Per lavorare lì, un occidentale ha bisogno di avere la fedina penale pulita.

I mezzi pubblici come funzionano?

Benissimo. C’è la metro, taxi accessibili, ed i trasporti sono sempre in evoluzione perchè i cinesi non si fermano mai e ambiscono sempre al potenziamento e al miglioramento delle loro cose.

matteoCome vedono i cinesi l’Italia?

Loro amano l’occidente, per loro l’Italia è una bella nazione da visitare, con ottimo cibo ma anche un paese in cui investire. Loro giudicano il loro sistema restrittivo e se possono investono in Europa o in America, ma la vita lì è senza dubbio meno cara. Basti pensare che tra internet, luce, gas e acqua pago massimo 25 euro al mese.

Cosa manca ai cinesi che noi italiani abbiamo in abbondanza?

La creatività

 

N.B.

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