Sanità pubblica o privata? Nessun problema di dover scegliere quando nello stesso stabile (l’ospedale) si usufruisce della sanità pubblica (pagata con le tasse) e la si paga come privata (con il ticket).

Un’affermazione facile da smentire per chi andrà a sottolineare che il ticket si paga dappertutto. Ancora più facile da smentire se si considera che il ticket dà alle casse della sanità locale un po’ di respiro, facendo entrare soldi freschi in fondi sempre più spompati. Ma che in Veneto si paghi parecchio pare essere un dato di fatto.

“I Veneti pagano il quadruplo dei siciliani – riporta Repubblica.it a firma Michele Bocci – I dati di Agenas, l’Agenzia nazionale delle Regioni, rivelano grandi differenze di incasso per le varie realtà locali e quindi di spesa pro capite. A pagare meno sono gli abitanti delle regioni del Sud, dove le false esenzioni sono più diffuse ma anche dove la crisi batte più duramente. I siciliani sborsano in media 8,7 euro, i veneti 36,2”.

Sempre nella rubrica ‘salute’ di Repubblica, Francesco Bevere, direttore generale di Agenas, ha spiegato: “I ticket sono nati come strumento per migliorare l’efficienza, rendere le prescrizioni più appropriate e dare equità al sistema. Ora dobbiamo evitare che un eccesso di ticket allontani le persone dal servizio pubblico. Sarebbe utile ridefinire la regolazione dei ticket, così da consentire da una parte una possibilità di applicazione differenziata a seconda delle regioni, e dall’altra, soprattutto nelle realtà in piano di rientro, stabilire tetti massimi di spesa a salvaguardia dell’accesso alle prestazioni che sono nei livelli essenziali di assistenza. Così da evitare che chi non ha reddito sufficiente si allontani da cure importanti”.

pron soccorsoThiene. ‘Sono andata al pronto soccorso ed ho pagato 114 euro per un collasso’

Riportiamo la denuncia di una nostra lettrice. “114 euro per essere andata al pronto soccorso per un abbassamento repentino della pressione e un’emicrania fortissima e persistente da giorni” e “80 euro per aver portato mio figlio di 22 anni al pronto soccorso con 41 di febbre”. Codice verde in entrambi i casi, nonostante a me sia stata fatta una tac cerebrale per sospetto tumore al cervello e mio figlio fosse in preda a delirio e in stato di semi-incoscienza. 80 euro anche per il mio compagno, accompagnato al pronto soccorso per una scheggia in un occhio che è stata estratta in un attimo. Nessuna contestazione per la professionalità, ma solo il rammarico di dover pagare cifre importanti in uno stipendio da impiegati, quando il contributo per la sanità viene trattenuto direttamente dalle tasse – ha spiegato A.B.C., 45enne di Thiene – Ho la sensazione di dover pagare la sanità due volte. Anni fa non era così. Ero molto più ricca di ora e spendevo molto meno, c’è sicuramente qualche cosa che non torna”.

A.B.

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