L’ecografo entra ufficialmente nella cassetta degli attrezzi dei medici di medicina generale del Veneto. La Regione ha infatti avviato un percorso strutturato di formazione sull’ecografia clinica al letto del paziente, conosciuta come POCUS (Point Of Care UltraSound), destinato agli allievi della Scuola FSMG (Formazione Specifica in Medicina Generale).
Si tratta di una scelta che guarda al futuro della medicina territoriale e che punta a rafforzare le competenze dei medici di famiglia, sempre più chiamati a gestire situazioni cliniche complesse in tempi rapidi e spesso con risorse limitate.
A sottolinearne il valore è l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, che definisce la POCUS «una scelta di modernità» e un «opportuno arricchimento» nel percorso formativo dei medici. «Nel contesto in continua evoluzione della medicina territoriale – spiega – il Medico di Medicina Generale deve poter contare su strumenti che supportino il ragionamento clinico e migliorino la sicurezza diagnostica».
La POCUS consente infatti l’utilizzo di ecografi portatili direttamente nel punto di cura, permettendo valutazioni immediate e procedure guidate senza la necessità di spostare il paziente. Un approccio che migliora l’efficacia delle decisioni cliniche e rafforza la prossimità dell’assistenza.
Il Comitato Scientifico della Scuola FSMG ha inserito un seminario teorico-pratico dedicato alla POCUS nella programmazione didattica triennale. Un’iniziativa che rappresenta il risultato di un percorso formativo “a cascata”: dalla formazione dei formatori, affidata a docenti esperti, a quella dei tutor mentori di classe, fino agli allievi medici.
«La competenza nell’utilizzo di questo strumento entra così a pieno titolo nel curriculum formativo dei futuri medici di famiglia – evidenzia Gerosa – consentendo loro di aumentare la sicurezza diagnostica, disporre di uno strumento decisionale immediato e garantire una maggiore qualità dell’assistenza».
L’investimento sulla POCUS si inserisce in una visione più ampia di medicina di famiglia moderna, consapevole e sempre più centrata sul paziente, capace di rispondere con tempestività ai bisogni di salute del territorio. Un passo avanti significativo per la sanità veneta, che punta su innovazione e formazione per rafforzare il primo presidio del Servizio sanitario: il medico di famiglia.
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