Dal gelo alla fiamma olimpica.

Dopo giorni di paura, silenzio e freddo, per Riccardo Zuccolotto arriva una notizia che sa di riscatto e speranza. Il bambino di 11 anni sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un invito speciale, arrivato direttamente dal presidente del CONI, che segna un epilogo luminoso per una storia che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso.

«È esploso di gioia», ha raccontato la mamma con parole semplici, quelle che bastano quando l’emozione è troppo grande per essere spiegata. Ed è facile immaginarlo Riccardo: gli occhi che brillano, il sorriso spontaneo, il cuore che accelera. Perché Riccardo è un bambino. Ma è anche un bambino che, pochi giorni fa, ha vissuto qualcosa che nessun bambino dovrebbe affrontare.

Riccardo ha camminato a lungo nel gelo, con le gambe stanche e le mani intorpidite, seguendo una strada che sembrava non finire mai. Non per eroismo, non per sfida. Ma perché, in quel momento, ha trovato dentro di sé un coraggio silenzioso, istintivo, quello che nasce quando l’unico desiderio è tornare a casa.

A undici anni non si dovrebbe conoscere la paura del buio da soli. Non si dovrebbe lottare contro la neve, contro il freddo, contro la stanchezza. E invece Riccardo lo ha fatto, passo dopo passo, senza clamore. Ora, dopo quel gelo, arriva una carezza simbolica e potentissima. Riccardo sarà lì, davanti al mondo, all’apertura delle Olimpiadi. Dalla neve alla fiamma olimpica. Dal silenzio agli applausi.

Sul palco non vedremo soltanto un bambino. Vedremo una storia di resistenza, di forza trovata quando nessuno avrebbe dovuto chiederla. Vedremo un grande bambino che ha affrontato qualcosa di troppo grande per la sua età e ne è uscito con una luce nuova negli occhi.

Oggi il suo sogno ha un nome preciso: Milano-Cortina 2026. E, insieme a lui, sogna un po’ anche l’Italia.

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