Lo Spritz Aperol è uno dei simboli globali dell’aperitivo italiano. Negli ultimi anni, però, il cocktail è finito al centro di discussioni che riguardano sia la sua qualità percepita sia la frequente adulterazione nei bar e nei locali turistici.  L’inchiesta di domenica scorsa  de Le Iene, ma anche un articolo datato  del New York Times  dimostrano come lo spritz sia sempre sotto i riflettori.

L’inchiesta de Le Iene: quando lo Spritz non è Aperol Spritz

Nel servizio della trasmissione Le Iene, a cura di Matteo Viviani, è emersa una pratica diffusa in alcune zone ad alta affluenza turistica: servire uno “Spritz Aperol” utilizzando però aperitivi generici e alcolici economici al posto dell’Aperol originale. Il prezzo per il cliente resta invariato, ma la qualità scende drasticamente. Questo comportamento, da un lato, danneggia i consumatori e, dall’altro, sfrutta indebitamente l’immagine di un marchio registrato.

Campari Group,  proprietaria del brand Aperol , ha da tempo avviato una campagna di comunicazione (“Aperol, l’Originale”) proprio per sensibilizzare sul tema dell’autenticità e della trasparenza. La ricetta originale è chiara: 3 parti di Prosecco, 2 parti di Aperol, 1 parte di soda, ghiaccio e una fetta d’arancia.

L’attacco del New York Times: drink scadente o drink mal preparato?

Il New York Times è tornato più volte sul tema dello Spritz. La critica è rivolta alle versioni mal realizzate nei locali che utilizzano: prosecco di bassa qualità, troppa acqua di soda, b bicchieri sovradimensionati e ghiaccio insufficiente. E ancora,  Aperol spesso sovrastato o annacquato

Il problema sta nella qualità degli ingredienti utilizzati, non il cocktail nella sua formulazione originale.

Il vero nodo: la qualità delle materie prime

Al di là delle polemiche mediatiche, ciò che emerge è  la qualità degli ingredienti nel preparare uno dei cocktail più venduti d’Italia. Secondo studi e segnalazioni di associazioni di categoria, la sostituzione di prodotti premium con alternative più economiche è una pratica purtroppo non rara, specialmente in aree turistiche.
Il motivo è semplice: un grande numero di ordini, preparazioni veloci, margini di guadagno risicati e un pubblico spesso di passaggio incentivano alcuni esercenti a ridurre i costi.

Ma un Aperol Spritz autentico,  riconosciuto anche dall’International Bartenders Association,  richiede ingredienti specifici e riconoscibili.

Perché la sostituzione dell’Aperol è più grave della sostituzione del Prosecco Sostituire il Prosecco con un vino frizzante di qualità inferiore altera il risultato, ma sostituire l’Aperol equivale a cambiare completamente l’identità del drink.

Aperol ha caratteristiche organolettiche e di colore estremamente precise: gradazione bassa (11% vol);  equilibrio tra arancia amara, arancia dolce, rabarbaro ed erbe e colore arancione brillante riconoscibile. Un aperitivo generico,  spesso più alcolico e più zuccherino,  non può replicarle.

Cosa può fare il consumatore per riconoscere un vero Aperol Spritz

Il consumatore può difendersi in vari modi: verificare se la bottiglia usata è effettivamente Aperol (visibile dietro il banco). Controllare il colore: un tono troppo rosso o troppo scuro è sospetto.  Annusare il bicchiere: l’aroma di arancia amara è un marcatore unico

Se il drink appare “annacquato”, qualcosa non torna e il consumatore non deve esitare nel chiedere spiegazioni su ciò che gli hanno servito.

di Redazione AltovicentinOnline

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