Un intervento senza precedenti è stato completato in questi giorni a Schio per la riduzione del rischio di allagamenti. L’operazione messa in campo dal Comune ha riguardato la pulizia del tratto tombinato del torrente Valle Caussa Boldoro, in località Santissima Trinità, per uno sviluppo complessivo di circa 300 metri.

L’intervento, che ha richiesto un investimento di circa 150mila euro, nasce a seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio nel 2024. Le ispezioni condotte a seguito della calamità avevano evidenziato una situazione di particolare criticità nel segmento compreso tra l’imbocco di via dei Vigna e la confluenza nel torrente Boldoro in via D. Compagni.

 La diagnosi: metà sezione ostruita, portata dimezzata

Le ispezioni tecniche avevano rivelato un quadro preoccupante. In questo segmento, la sezione di deflusso risultava parzialmente ostruita da depositi ghiaiosi, accumulatisi progressivamente nel tempo. Il fenomeno è favorito dalla ridotta pendenza del corso d’acqua: durante gli episodi di piena, la velocità dell’acqua diminuisce e i materiali trasportati dalla corrente tendono a depositarsi sul fondo della condotta.Come evidenziato dal livello impresso nei pannelli in cemento all’interno del tunnel, i detriti avevano raggiunto oltre la metà dell’altezza della condotta, riducendo così la portata idraulica del 50% proprio nei momenti di maggiore criticità. La conseguente riduzione della sezione utile aveva pertanto compromesso la capacità di deflusso delle acque meteoriche provenienti da monte, con conseguenti episodi di allagamento nelle aree circostanti.

 L’intervento: robot, macchine su misura e fino a cinque operatori in campo

I lavori sono stati eseguiti dalla ditta specializzata Pilotto Srl di Orgiano (Vicenza) per le operazioni di pulizia e rimozione dei detriti, con Geobi incaricata della gestione della sicurezza di cantiere. Un intervento definito impegnativo anche dal punto di vista fisico per gli operatori, sia per gli spazi limitati sia per le posture di lavoro obbligate all’interno del tunnel. Il cantiere ha visto fino a cinque operatori contemporaneamente al lavoro.

 Prima dell’avvio delle attività è stato svolto un importante lavoro preparatorio: sigillate tutte le possibili immissioni d’aria per non disperdere la forza generata dai ventilatori, realizzati gli accessi necessari per raggiungere il tombinato, installati due ventilatori per garantire il ricambio d’aria all’interno dell’area di lavoro.

Le operazioni di rimozione si sono articolate in due fasi distinte.

Nella prima, più delicata, si è lavorato con un robot cingolato radiocomandato. Nella seconda si è impiegata una macchina modificata appositamente e adattata nelle dimensioni per poter operare negli spazi ridotti della condotta. Tutti i materiali rimossi sono stati estratti verso valle, con i mezzi che lavoravano in retromarcia fino all’uscita.

 Quattrocento metri cubi di detriti: massi e ghiaia gestiti come terre da scavo

La stima preliminare indicava circa 400 metri cubi di detriti, valore confermato anche dalle prime verifiche in corso. All’interno sono stati rinvenuti materiali molto compatti e, tra questi, massi di dimensioni considerevoli che hanno richiesto lavorazioni specifiche per poter essere rimossi.

Il materiale rimosso è stato gestito come terre e rocce da scavo: sono state effettuate le analisi previste dalla normativa, aperta la relativa pratica sul portale ARPAV, e il materiale è stato successivamente riutilizzato per il ripristino ambientale di un’area di cava.

 Lo studio idraulico: il nodo è la pendenza che cambia

Dallo studio idraulico attualmente in corso emerge la causa strutturale del problema: il trasporto solido dei detriti. Nel punto in cui il corso d’acqua della Val Caussa entra nel tratto canalizzato con fondo cementato, la pendenza cambia sensibilmente. La sezione idraulica si modifica e la pendenza scende sotto l’1%: la velocità dell’acqua diminuisce e i materiali tendono inevitabilmente a depositarsi.

 Precisa l’assessore ai Lavori pubblici, Michele Lain: «Quello concluso in località SS. Trinità è un intervento eccezionale e senza precedenti per la nostra Città, sia per la complessità delle lavorazioni, sia per l’impegno economico e organizzativo che ha richiesto.

L’intervento di rimozione dei detriti ha consentito di ripristinare la sezione idraulica originaria della condotta scatolare, riportando la regimazione delle acque all’interno del manufatto alle condizioni iniziali. Grazie a questa operazione, il personale tecnico comunale ha acquisito una piena consapevolezza della problematica e ha individuato le modalità più efficaci per monitorare lo stato della condotta. Resta tuttavia evidente che il problema dovrà essere affrontato a monte, impedendo il trasporto solido. Anche su questo aspetto gli uffici tecnici del Comune sono già al lavoro».

 Conclude il sindaco Cristina Marigo: “Abbiamo scelto di mettere al centro la prevenzione e la gestione del rischio idraulico, intervenendo ed investendo sulla manutenzione e sul miglioramento delle infrastrutture idrauliche. Questo intervento rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio: sono previsti altri interventi strutturali importanti, tra cui i bacini di laminazione in località Aste a San Martino e in via Maso Dalla Vecchia, opere strategiche per la sicurezza del territorio per le quali la progettazione di fattibilità tecnica ed economica è ormai in fase conclusiva. L’obiettivo è costruire un sistema capace di proteggere Schio dagli eventi meteorologici sempre più intensi».

Prossimi step

Nel frattempo, il Servizio Forestale regionale sta effettuando un intervento di pronto intervento per la pulizia del corso d’acqua a monte della località Aste, nel rispetto di quanto concordato con l’amministrazione comunale. Nei prossimi mesi sarà inoltre pronto il progetto per la realizzazione di una nuova briglia filtrante, che lo stesso Servizio Forestale si è impegnato a realizzare nel tratto dello stesso corso d’acqua in corrispondenza dell’area dove è prevista la costruzione del bacino di laminazione.

 In parallelo prosegue il lavoro di indagine sulle condotte esistenti, che il Comune sta svolgendo insieme a Viacqua, con l’obiettivo di individuare eventuali ulteriori interventi necessari per migliorare il sistema di smaltimento delle acque.

 Infine, è in corso un’ulteriore progettazione per risolvere una criticità idraulica individuata dal Piano delle Acque in località SS. Trinità, in particolare in via Monsignor Ronconi.

In quest’area una colata detritica proveniente da monte ha parzialmente ostruito una condotta esistente, che attraversa una proprietà privata, riducendone la capacità di smaltimento delle acque. Per questo il Comune ha affidato la progettazione di una nuova condotta di dimensioni adeguate, con un tracciato preferibilmente su area pubblica, così da migliorare la gestione delle acque e ridurre il rischio di criticità in caso di eventi meteorologici intensi.

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