Per molti padri italiani, la Festa del Papà non è un giorno di festa ma una ricorrenza dolorosa. L’associazione Codici, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei padri separati, ha lanciato un appello alle istituzioni affinché si ponga fine a quella che definisce una “emergenza silenziosa”: l’emarginazione affettiva e legale di migliaia di padri esclusi dalla vita dei propri figli.

“Molti padri vivono una condizione di marginalità forzata – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Sono allontanati dai figli attraverso dinamiche di alienazione parentale, ostacoli al diritto di visita, e procedimenti giudiziari che si trascinano per anni, lasciando nel frattempo i bambini senza un rapporto equilibrato con entrambi i genitori.”

Secondo Codici, la giustizia familiare in Italia continua spesso a produrre decisioni “a senso unico”, in cui la figura paterna viene marginalizzata nei fatti, nonostante la legge tuteli il principio della bigenitorialità, sancito anche dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.

Padri separati: fragilità sociali e sostegno economico limitato

L’aspetto emotivo si intreccia a quello economico. Dopo anni di battaglie, nel 2025 è finalmente partito il pagamento del bonus per i genitori separati,  un aiuto economico istituito nel periodo della pandemia per i padri che, a causa della perdita di reddito, non riuscivano a versare il mantenimento ai figli . I dati pubblicati dalla Presidenza del Consiglio mostrano che 4.428 beneficiari potranno ricevere, dopo quasi quattro anni di attesa, un contributo medio di 1.900 euro. Ma la misura copre solo una parte minima dei casi: decine di migliaia di padri restano ancora esclusi da qualsiasi forma di sostegno, mentre affrontano spese legali, doppia abitazione e mancati assegni familiari.

Una mobilitazione crescente

Accanto ai dati e alle denunce, il tema sta tornando al centro del dibattito pubblico. In molte città italiane, come Potenza, si moltiplicano le iniziative per la bigenitorialità: sit-in, incontri e manifestazioni pubbliche organizzate da associazioni e gruppi civici per affermare che ogni bambino “ha diritto a crescere con entrambi i genitori”.

“Queste iniziative – sostiene Giacomelli – sono fondamentali per rompere il silenzio. Chiediamo che le istituzioni riconoscano la sofferenza dei padri separati e agiscano per riequilibrare un sistema che oggi li penalizza sia civilmente sia umanamente”.

Dietro la questione legale si nasconde una realtà sociale complessa. Secondo le ricerche dell’Istat e dei principali enti giuridici italiani, oltre 80.000 padri separati vivono una situazione di disagio economico o di esclusione dal rapporto con i figli.
Le richieste delle associazioni convergono su pochi punti concreti: riforma dei tribunali per evitare tempi biblici nelle cause di affido; applicazione reale della bigenitorialità paritaria; sostegni economici più efficaci per i genitori separati in difficoltà.

Contatti e supporto

L’associazione Codici offre assistenza ai padri separati attraverso la campagna “Voglio papà”. È possibile segnalare la propria situazione o chiedere aiuto ai seguenti recapiti:  Telefono: 06 5571996 WhatsApp: 375 7793480.
La Festa del Papà riaccende una ferita collettiva. Per molti uomini, il problema non è solo affettivo, ma anche giudiziario e sociale. Serve una risposta più rapida e giusta delle istituzioni: perché ogni padre ha diritto di essere parte della vita dei propri figli.

N.B.

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