Il dibattito sul completamento della Valdastico Nord riaccende il confronto politico nell’Alto Vicentino, mettendo in evidenza quelli che secondo un ex sindaco sarebbero due approcci opposti tra Thiene e Piovene Rocchette. A sottolineare la distanza tra le due realtà è il consigliere comunale di opposizione Maurizio Colman, promotore di una mozione sul tema.
Secondo Colman, a Thiene si è concretizzata una “visione strategica e unitaria per lo sviluppo dell’Alto Vicentino”, mentre a Piovene Rocchette avrebbe prevalso “la passività di una maggioranza che preferisce chiudersi nel silenzio piuttosto che assumersi responsabilità storiche”.
Il consigliere esprime soddisfazione per quanto avvenuto nel consiglio comunale thienese del 30 marzo, dove la mozione è stata approvata grazie a una convergenza trasversale tra maggioranza e opposizione. “Esprimo il mio più vivo plauso e ringraziamento ai capigruppo delle opposizioni di Thiene, Andrea Busin e Giulia Scanavin, per aver saputo cogliere immediatamente il valore della mozione”, dichiara Colman, sottolineando come l’iniziativa sia stata accolta “con intelligenza e lungimiranza”.
Per l’esponente di minoranza, il voto di Thiene rappresenta “una novità politica di assoluto rilievo” e dimostra che “di fronte a un’opera strategica come il completamento della Valdastico Nord, i colori di partito possono e devono lasciare spazio al coraggio e all’impegno”. Da qui la valutazione netta: “Thiene ha dimostrato di essere il cuore pulsante e pensante dell’Alto Vicentino, capace di una sintesi amministrativa che mette al centro il futuro”.
Di segno opposto il giudizio su quanto accaduto a Piovene Rocchette, dove la mozione è stata bocciata nel consiglio comunale del 25 marzo. Colman parla apertamente di “occasione persa” e non nasconde “profondo disappunto e amarezza”.
“La bocciatura della mozione da parte della maggioranza non è solo un atto di chiusura politica, ma un segnale di preoccupante debolezza”, afferma. E rincara: “Di fronte alla possibilità di prendere una posizione chiara e determinata su un’infrastruttura vitale, chi governa Piovene ha scelto la strada della tanatosi: fingere l’immobilità per non affrontare il cambiamento”.
Un atteggiamento che, secondo il consigliere, rischia di avere conseguenze concrete per il territorio: “Un atteggiamento pavido e passivo che condanna il nostro Comune all’irrilevanza nelle scelte che contano per il Veneto”.
Infine, Colman rilancia il proprio impegno politico: “Continuerò a battermi affinché il completamento della Valdastico Nord resti in cima all’agenda politica, convinto che il territorio meriti coraggio, non silenzio”.
Il confronto resta aperto, mentre la questione infrastrutturale continua a rappresentare uno snodo cruciale per lo sviluppo economico e logistico dell’area.
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