Una svolta attesa da anni per il mondo dell’artigianato diventa finalmente realtà. Con l’entrata in vigore, il prossimo 7 aprile, della Legge PMI (n. 34 dell’11 marzo 2026), l’utilizzo della denominazione “artigianato” sarà consentito esclusivamente alle imprese regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane.
Una battaglia storica di CNA diventa finalmente realtà: la norma introduce per la prima volta un principio chiaro e stringente: non sarà più possibile utilizzare impropriamente il termine “artigianale” per promuovere prodotti o servizi se non si possiedono i requisiti previsti dalla legge. Un cambiamento significativo che riguarda denominazioni aziendali, insegne, marchi e comunicazione commerciale.
Sono previste sanzioni particolarmente rilevanti per chi non rispetterà le nuove disposizioni: fino all’1% del fatturato annuo, con una soglia minima di 25.000 euro per ciascuna violazione. Per CNA Veneto Ovest si tratta di un passaggio fondamentale per ristabilire correttezza e trasparenza nel mercato.
«Finalmente viene fatta chiarezza su un tema che da troppo tempo penalizzava le imprese artigiane autentiche – commenta Diego Stimoli, presidente di CNA Veneto Ovest –. Il valore dell’artigianato non può essere ridotto a una semplice etichetta commerciale: è fatto di competenze, responsabilità, lavoro diretto e qualità reale. Questa norma restituisce dignità a chi opera nel rispetto delle regole».
Il provvedimento interviene anche su alcune ambiguità della normativa precedente, andando a colpire utilizzi impropri diffusi in diversi settori, dalla manifattura ai servizi, fino al commercio e alla somministrazione.
«Non si tratta di limitare la libertà d’impresa – prosegue Stimoli – ma di garantire condizioni di concorrenza corrette. Chi utilizza il termine “artigianale” deve farlo in modo coerente con ciò che rappresenta davvero, evitando messaggi fuorvianti per i consumatori. Ora naturalmente vanno chiariti gli aspetti legati ai controlli e al rispetto delle regole, ma è certamente un primo passo nella giusta direzione».
Accanto a questo risultato, CNA sottolinea anche l’importanza di un secondo elemento contenuto nella legge: la delega al Governo per una revisione complessiva della legge quadro sull’artigianato del 1985, da realizzare entro gennaio 2027.
Un’occasione che l’associazione considera strategica per aggiornare un impianto normativo ormai superato sotto diversi aspetti.
«La tutela del nome è un primo passo importante, ma non sufficiente – conclude Stimoli –. Serve ora una riforma organica che tenga conto dell’evoluzione del settore: superare vincoli dimensionali ormai anacronistici, riconoscere nuovi mestieri e ridurre le frammentazioni normative tra territori. L’obiettivo deve essere uno solo: semplificare la vita alle imprese e creare condizioni reali di crescita».
CNA Veneto Ovest conferma la propria disponibilità al confronto con le istituzioni per contribuire alla costruzione di una normativa moderna, capace di valorizzare il ruolo dell’artigianato nel sistema economico e nella qualità dell’offerta ai cittadini.
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