La guerra in Iran cambia le scelte dei turisti per le vacanze di Pasqua e spinge sempre più verso il turismo di prossimità, all’insegna della tranquillità, della natura e della buona cucina. Sono oltre 700 mila le presenze attese negli agriturismi italiani tra pernottamenti e pasti secondo l’analisi di Coldiretti Terranostra e Campagna Amica. Più di due milioni di italiani rinunciano a viaggiare all’estero, mentre il 44% sceglie di restare all’interno della propria regione, anche a causa dell’incertezza internazionale e dell’aumento dei costi legati agli spostamenti.

In questo scenario, il Veneto si distingue con una dinamica ancor più positiva rispetto alla media nazionale. Nel 2025 il comparto agrituristico regionale registra 486 mila arrivi e 1,37 milioni di presenze, con una crescita del +5,37% negli arrivi e del +5,26% nelle presenze rispetto all’anno precedente, numeri superiori all’andamento complessivo del turismo regionale che si ferma a +2,3% negli arrivi e +0,9% nelle presenze. Un risultato che conferma il ruolo sempre più centrale del turismo rurale all’interno dell’offerta turistica regionale, che nel complesso raggiunge 22,27 milioni di arrivi e 74,16 milioni di presenze.

“Non è da meno il Vicentino – commenta la presidente di Terranostra Vicenza, Francesca Barbieri – se pensiamo che le strutture agrituristiche locali sono considerate un pilastro del turismo rurale berico, in particolare in zone come l’Altopiano di Asiago, che attira oltre il 25% del totale dei turisti della provincia. Non vi è dubbio, quindi, che l’agriturismo sta vivendo una fase di crescita strutturale, superiore alla media nazionale, grazie a un’offerta sempre più orientata all’esperienza e alla qualità. Non si tratta più solo di ospitalità, ma di un sistema integrato che valorizza territorio, produzioni locali e relazioni umane”.

È cambiato il modo di viaggiare. “I turisti cercano esperienze vere, legate al cibo, al territorio e al contatto diretto con chi produce. Il nostro territorio – prosegue Barbieri – riesce a rispondere a questa domanda con una rete di aziende agrituristiche che rappresentano un’eccellenza diffusa e riconosciuta”.

La tendenza nazionale verso le vacanze di prossimità rafforza, quindi, un modello già consolidato nel nostro territorio, dove l’agriturismo si conferma uno strumento strategico non solo per attrarre visitatori, ma anche per destagionalizzare i flussi e valorizzare le aree rurali meno conosciute.

“Le campagne vicentine sono diventate una destinazione privilegiata per chi cerca sicurezza, benessere e identità territoriale – conclude Barbieri –. L’agriturismo è oggi uno dei pilastri della competitività turistica e contribuisce in modo concreto a rafforzare il legame tra agricoltura, territorio e accoglienza”.
A supporto della promozione del turismo rurale vicentino si inserisce anche il progetto audiovisivo “Veneto, Terranostra”, realizzato con il contributo di Unioncamere del Veneto, che racconta un volto inedito della regione e della provincia berica, attraverso paesaggi, borghi e aziende agricole. Un’iniziativa pensata per valorizzare l’identità delle campagne e rafforzare l’attrattività dei territori, anche grazie a strumenti innovativi di comunicazione capaci di avvicinare sempre più visitatori a un’esperienza autentica e sostenibile.

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