Il Veneto si conferma tra le regioni italiane più esposte ai furti in abitazione. I dati più recenti disponibili — elaborati dal Censis su base 2024 — fotografano una realtà che sorprende e, per certi versi, ribalta stereotipi ancora diffusi: non è il Sud, ma il Centro-Nord a registrare le incidenze più elevate.

Nel dettaglio, in Veneto si contano 18.561 furti in casa in un anno, un numero che colloca la regione al secondo posto in Italia per valore assoluto, subito dopo la Lombardia. Ma è soprattutto il dato relativo a colpire: 38,3 furti ogni 10.000 abitanti, ben al di sopra della media nazionale di 26,4. In termini percentuali, si tratta di un’incidenza superiore di circa il 45%. Un fenomeno, quindi, tutt’altro che marginale, che riguarda da vicino una delle aree più produttive del Paese.

Un problema del Centro-Nord

L’analisi dei dati evidenzia una tendenza chiara: i furti in abitazione risultano più diffusi nelle regioni economicamente sviluppate del Centro-Nord. Accanto al Veneto e alla Lombardia, anche territori come Emilia-Romagna e Toscana mostrano livelli elevati.

Al contrario, regioni del Sud come Calabria, Basilicata e Molise registrano tassi sensibilmente più bassi. Un dato che contrasta con un immaginario collettivo spesso legato a una percezione di maggiore insicurezza nel Mezzogiorno.

Gli esperti invitano però alla cautela: i numeri si basano sulle denunce e possono risentire di differenze nei comportamenti dei cittadini, oltre che delle caratteristiche socio-economiche dei territori.

Le ragioni di un divario

A spiegare questa distribuzione non è un’unica causa, ma un insieme di fattori. Le aree più ricche e urbanizzate offrono, inevitabilmente, un maggior numero di obiettivi potenziali: abitazioni più grandi, maggiore presenza di beni di valore, quartieri residenziali con alta densità. A questo si aggiungono stili di vita più prevedibili. Nelle regioni del Nord, caratterizzate da alti tassi di occupazione, le abitazioni tendono a restare vuote nelle stesse fasce orarie, soprattutto durante il giorno. Una routine che può rendere più semplice l’azione dei ladri.

Diverso, in parte, il contesto di alcune aree del Sud, dove reti di vicinato più strette e una maggiore presenza quotidiana nelle case possono contribuire a un controllo informale del territorio.

Segnali e prospettive

Nonostante i numeri elevati, alcune analisi segnalano possibili segnali di rallentamento nel 2025, almeno nella prima parte dell’anno. Un trend che andrà confermato nei prossimi mesi, ma che potrebbe essere legato a un rafforzamento delle misure di sicurezza domestica e a una maggiore attenzione dei cittadini.

Resta però il dato di fondo: il Veneto si trova stabilmente ai vertici di una classifica che misura un fenomeno diffuso e in evoluzione. Un tema che chiama in causa sicurezza, organizzazione urbana e modelli di vita, ben oltre le semplificazioni geografiche. Perché, numeri alla mano, la mappa dei furti in casa in Italia è diversa da come molti la immaginano.

di Redazione AltovicentinOnline

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