Il professor Silvio Garattini, 97 anni, continua a parlare con la lucidità di chi la salute l’ha studiata per una vita e la società l’ha osservata con lo stesso rigore. Alla Fiera dei Librai di Bergamo, dove ha presentato il suo nuovo libro «Non è mai troppo tardi. La salute è una scelta quotidiana» (ed. Piemme), le sue parole hanno attirato attenzione, applausi e inevitabili discussioni. Perché Garattini non addolcisce nulla: consegna analisi nette, spesso scomode, sempre argomentate.

Uno dei passaggi più commentati riguarda le liste d’attesa nella sanità pubblica. Garattini ribalta l’interpretazione abituale: «Le liste d’attesa sono colpa nostra. Se mantenessimo uno stile di vita migliore, molte prestazioni non sarebbero necessarie». Un’affermazione dura al Corriere della Sera, che chiama in causa responsabilità individuali e collettive. Alla base, però, c’è una convinzione semplice: prevenire significa alleggerire il sistema e migliorare la qualità della vita.

Alcol e Vinitaly: lo scontro con la politica

Non meno forte la critica sulla presenza istituzionale al Vinitaly: «L’Oms ha dichiarato l’alcol cancerogeno. Eppure continuiamo a promuoverlo con leggerezza». Garattini non demonizza, ma chiede coerenza. Nel suo libro ricorda che «nove tipi di tumore» sono associati al consumo di alcol, anche modesto. E ironizza su un regalo ricevuto anni fa: «Preferisco un mazzo di fiori a una bottiglia». La scienza, sostiene, non può concedere eccezioni “culturali”.

Droghe e giovani: «Manca attenzione»

Altro fronte caldo: l’uso di sostanze tra i giovani. «In Italia l’attenzione al problema droga è scarsa», dice senza giri di parole. Non è un giudizio morale, ma un dato di fatto: i servizi sono insufficienti, la prevenzione debole, l’informazione lacunosa. Nel libro dedica un capitolo intero ai ragazzi, intrecciando esperienza personale e analisi sociale.

La scuola e il futuro: «Ai giovani parliamo poco in avanti»

Garattini ripercorre anche la sua infanzia sotto il fascismo: «Ho vissuto 17 anni durante la dittatura. Mio padre accendeva Radio Londra per sentire un’altra verità. Oggi i giovani fanno fatica a distinguere tra dittatura e democrazia perché nessuno glielo spiega». La critica è rivolta a una scuola «ancora troppo ancorata al passato», mentre servirebbero «molti più verbi al futuro».

L’attività fisica che non c’è

In mezzo ai grandi temi, c’è spazio anche per la quotidianità: «Passeggiare per vetrine non è attività fisica». Una battuta che in realtà sintetizza l’approccio del professore: salute come pratica concreta, non come dichiarazione di intenti.

Il libro: un messaggio di responsabilità, non di colpa

«Non è mai troppo tardi» non è un j’accuse, né un manuale severo. È un invito. Garattini insiste sul fatto che cambiare abitudini a qualsiasi età porta benefici tangibili. Non c’è retorica, solo un principio: la salute non è un bene passivo, ma una scelta che si rinnova ogni giorno.

Alla Fiera dei Librai, il dialogo con il medico Guido Bertolini è stato costellato di stima reciproca e di un affetto evidente. Il pubblico ha ascoltato in silenzio, poi ha risposto con calore. Perché Garattini non parla per scandalizzare. Parla per responsabilizzare. E forse, proprio per questo, le sue parole continuano a rimbalzare in rete: perché arrivano dirette, senza protezioni, in un momento in cui il dibattito pubblico sembra averne un disperato bisogno.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia