“La Costituzione antifascista è il mantra della sinistra… ma è una bufala”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, intervenendo al Pulp Podcast, dove ha affrontato diversi temi politici rilanciando una lettura critica della Carta.

Secondo Vannacci, “su 139 articoli della Costituzione non ce n’è uno che parli di fascismo e antifascismo”, fatta eccezione per la dodicesima disposizione transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista. “La Costituzione serve a costruire, e lo si fa con principi, non antiprincipi”, ha aggiunto.

Nel corso dell’intervista, Vannacci ha rivendicato il ruolo del suo movimento: “Gli equilibri non sono cambiati, c’è ancora una destra forte che però si è slavata, si è sbiadita e bisogna riportare la barra dritta. Il motivo di Futuro Nazionale è proprio questo”. E sugli obiettivi elettorali: “Io sogno la doppia cifra. In un mese siamo a 26mila iscritti e i sondaggi ci danno al 4%”.

“CHI ENTRA SI ADEGUA AI NOSTRI VALORI: RIZZO? NON HO DETTO QUESTO”

Il leader di Futuro Nazionale ha escluso alleanze strutturate con altre forze politiche, aprendo però a ingressi individuali e ponendo condizioni nette: “Futuro Nazionale non si federa con nessuno, tutti sono benvenuti ma confluiscono e si adeguano a principi, valori e ideali”.

Un passaggio che arriva anche in risposta a possibili convergenze con altre realtà politiche, a partire da Marco Rizzo: “Se qualcuno vuole confluire e si adegua… Se Rizzo vuole confluire? Non ho detto questo”.

“IO COERENTE, NELLA LEGA NON LO ERANO”

Vannacci ha poi rivendicato la sua uscita dalla Lega: “Io sono entrato come indipendente perché ho portato un sacco di voti. Tra i miei voti e il secondo ci sono tra il triplo e il quadruplo”. Quindi l’affondo: “Non puoi essere sovranista a giorni alterni, non puoi dire che non dobbiamo più dare le armi all’Ucraina e poi votare il decreto Armi. Io credo nei principi più che nelle persone e ho ritenuto corretto crearmi una strada indipendente”.

LO SCONTRO CON RENZI: “NON È PIÙ INVINCIBILE”

Nella stessa puntata è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha attaccato la premier Giorgia Meloni: “Non è più invincibile, dopo il referendum è un dato di fatto”.

Poi il riferimento diretto a Vannacci: “O molla la destra e la destra perde le elezioni, o resta e perde la faccia”. Un affondo a cui l’ex generale ha replicato rivendicando le proprie “linee rosse”.

NUCLEARE, UCRAINA E USA: LE POSIZIONI

Tra i temi affrontati anche energia e politica estera. “Sul nucleare io e Renzi siamo d’accordo: non possiamo farne a meno”, ha detto Vannacci.

Sulla guerra in Ucraina, il leader di Futuro Nazionale ha sostenuto che il conflitto “si poteva risolvere già nel 2022” criticando l’invio di armi.

Infine un passaggio sugli Stati Uniti: “Mi andava bene il Trump sovranista del Maga, non quello che fa il gendarme del mondo”.

Renzi ha attaccato anche il ministro Adolfo Urso: “Dice idiozie, come che a Islamabad non hanno fatto l’accordo di pace perché mancava il vino… A lui evidentemente non manca mai”.

Il confronto tra i due si è chiuso con toni accesi ma anche con momenti di ironia, in un botta e risposta che fotografa un clima politico già proiettato verso la prossima campagna elettorale.

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