Il duro affondo di Donald Trump contro l’Italia – “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro” – scuote il dibattito politico nazionale e spinge il Presidente del Consiglio Luca Zaia a una risposta pubblica, netta e dai toni insolitamente espliciti. L’ex governatore del Veneto interviene dopo che il candidato repubblicano ha rilanciato un articolo del Guardian del 31 marzo, secondo cui Roma avrebbe negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella per il trasferimento di armi destinate al conflitto in Iran.
Zaia definisce le parole di Trump “gravi” e “ingiuste”, un attacco che “colpisce l’Italia” e che richiede una replica immediata. Il Premier rivendica il ruolo storico del Paese al fianco degli Stati Uniti, ricordando come l’alleanza transatlantica sia stata decisiva “per la libertà, la democrazia e la costruzione dell’Occidente”. Ma, avverte, non si tratta di un rapporto gerarchico. “L’Italia è alleata, non subalterna”, scrive. E, proprio per questo, “il rispetto deve essere reciproco”.
Il messaggio è doppiamente politico: rivolto a Washington, ma anche agli altri partner europei. Zaia sottolinea infatti che la risposta non può essere soltanto italiana. “Ora deve alzarsi anche l’Europa: più voce, più coraggio, più autorevolezza”, afferma, con un invito diretto a un’Unione più coesa di fronte alle pressioni internazionali.
Il Premier ricorda inoltre che la comunità italo-americana negli Stati Uniti e la vasta comunità americana in Veneto rappresentano un ponte solido e storico tra i due Paesi, e che “la stragrande maggioranza degli americani” non condividerebbe attacchi frontali all’Italia.
Il messaggio si chiude con una doppia formula identitaria: “Amici degli Stati Uniti, sempre. Rise up, Europe!”. Una linea che difende la tradizione atlantica italiana, ma chiede all’Europa di non restare spettatrice in un momento di crescente instabilità internazionale.
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